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Politiche di coesione, i primi risultati (provvisori) del Pac servizi di cura per infanzia e anziani

di Francesco Monaco (*)

Tempi di bilanci per il Piano di azione e coesione (da ora Pac) dedicato a rafforzare la filiera ordinaria dei servizi socio-assistenziali nelle Regioni Calabria, Campania, Puglia e Siciliana.
Nato dalla riprogrammazione dei strumenti operativi dei fondi strutturali (Por) nel ciclo 2007-2013, resasi necessaria a causa delle difficoltà di attuazione, il Pac ha indirizzato consistenti risorse rinvenienti della rimodulazione dei tassi di co-finanziamento nazionale dei suddetti Por per potenziare il sistema dei servizi di welfare locale.
Tale sistema è assicurato, oltre che dai finanziamento dello Stato, da Regioni e Comuni (organizzati in ambiti di zona), che rispettivamente programmano e attuano secondo una precisa divisione di competenze attribuite dalla legge quadro 328/2000e dalle relative leggi regionali di attuazione.
L'intervento Pac è stato dunque focalizzato al potenziamento e alla creazione di nuovi asili nido nonché al rafforzamento dell'offerta di servizi sociali a domicilio e integrati (socio-sanitari) per gli anziani non autosufficienti, due settori in cui le quattro regioni, in verità con tassi di difficoltà differenziati, facevano (e ancora fanno) fatica a raggiugere i target di servizio indicati dagli obiettivi delle strategie nazionale ed europea.

I primi risultati Pac
Da un'indagine quali-quantitativa dei piani di intervento finanziati, realizzata dal ministero degli Interni-autorità di gestione del Pac e presentata al Comitato di sorveglianza e indirizzo (Cis) nella sua ultima riunione a Roma il 14 settembre scorso, il programma dal suo avvio registra risultati importanti sul fronte dell'offerta dei servizi nonché significativi avanzamenti della capacità locale di intervento.
L'indagine, lanciata nel febbraio 2017 (circolare n. 745/2017) e in corso di affinamento, ha riguardato 395 piani di intervento (200 relativi ai servizi per gli anziani e 195 ai servizi per l'infanzia), realizzati con il primo riparto di risorse (159 Meuro circa l'importo finanziato), coinvolgendo 163 dei 200 ambiti territoriali interessati.
I dati sono riferiti al 31 agosto; con la chiusura della rendicontazione del primo riparto, prevista per il 31ottobre 2017 si avrà il quadro completo delle realizzazione e non vi è dubbio che i risultati parziali già acquisiti potranno essere sensibilmente incrementati.
Naturalmente, sull'impatto complessivo dell'intervento ci si potrà definitivamente pronunciare nel giugno 2020, nuova data di chiusura di Pac annunciata al Cis dall'autorità di gestione, con l'avvertenza che la rendicontazione della spesa dovrà invece essere ultimata improrogabilmente entro giugno 2019.

Settore Anziani
Nel settore dei servizi agli anziani, gli utenti complessivi risultano aumentati del 66%, toccando un totale di 24.882 nuovi utenti. Nello specifico 16.580 sono stati utenti del servizi a domicilio (Adi), mentre 8.302 anziani si sono rivolti ai servizi di assistenza socio-sanitaria (Ada).
La distribuzione fra le quattro regioni è relativamente uniforme, con un picco di 8.221 utenti in Sicilia e 4.844 in Calabria. Puglia e Campania hanno offerto nuovi servizi rispettivamente per 6.415 e 5.402 anziani.
Le ore aggiuntive erogate ammontano invece a 3.948.522, di cui 2.456.854 in forma Sad e 1.491.669 in forma Adi.
Sempre in questo settore sono stati realizzati 180 interventi in conto capitale che hanno riguardato: l'informatizzazione Pua della cartella socio sanitaria (26,2%), l'istituzione e l'attivazione di Pua (21,9%), il loro potenziamento in termini di risorse umane e di postazioni (20,3%); l'acquisizione di le tecnologie per la teleassistenza (10,7%), il potenziamento delle unità multidimensionali (8,6%), l'acquisto (o leasing) di veicoli per il trasporto sociale degli anziani (8 %), eccetera.

Settore Infanzia
Sul versante dei servizi all'infanzia sono 11.095 i posti in asilo nido finanziati nelle quattro regioni, di cui 3.335 arricchiti da servizi integrati.
In questo campo è la Regione Puglia che realizza i risultati migliori con 4.089 nuovi posti-bambino, seguita dalla Sicilia con 3.112, Campania 2.780 e, fanalino di coda, Calabria con 1.114 posti nido.
Il 74,4% dei posti nido finanziati da Pac sono a titolarità pubblica, mentre il 25,6% risultano sovvenzionati a privati.
Il primato delle sovvenzioni a privati va alla Calabria (40,3%) mentre è la Sicilia a detenere l'offerta pubblica più consistente, pari al 91,6% dei posti-bambino finanziati. L'offerta di nidi pubblici finanziati è pari al 72% in Campania e al 66,8% in Puglia.
Secondo le stime dell'autorità di gestione, sono infine 6.222 i posti aggiuntivi creati nelle quattro regioni grazie al sostegno Pac.
In questo settore, risultano invece 290 gli interventi in conto capitale realizzati, di cui 170 hanno riguardato l'acquisto di arredi e attrezzature, 62 interventi le ristrutturazione/nuove strutture, 51 l'adeguamento delle strutture, 10 altri interventi di miglioria.

Alcune criticità rilevate e principali risultati conseguiti
L'indagine quali-quantitativa mette sotto un cono di luce anche le difficoltà realizzative del programma dal punto di vista dei soggetti beneficiari dei finanziamenti cioè degli ambiti sociali di zona, variamente denominati in ciascuna delle quattro regioni ma tutti resi operativi da uffici di piano intercomunali, costituiti dai Comuni per la gestione associata dei servizi.
Rinviando ad altro articolo una disamina più accurata delle difficoltà rilevate, giova qui sottolineare che fra le più segnalate vi sono quelle legate alle difficoltà di anticipare risorse finanziarie per avviare gli investimenti, seguita da quelle relative alla carenza di personale nonché dalla complessità delle procedure attuative (applicazione del codice dei contratti e del manuale di gestione, rendicontazione e controllo del programma).
Per quanto riguarda i risultati generali conseguiti, anche questi certamente meritevoli di ulteriore disamina e approfondimento, nella valutazione dei soggetti locali sono evidenziati, al primo posto, una maggiore facilità di accesso ai servizi delle famiglie in difficoltà, e – a seguire-, il supporto alle famiglie per la conciliazione vita\lavoro, il miglioramento complessivo della qualità dei servizi offerti, l'avvio dei servizi nei Comuni più fragili, una migliore capacità di programmazione, una maggiore consapevolezza dei bisogni della popolazione.

(*) Capo Area politiche di coesione territoriale ANCI


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