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Mense scolastiche, Anci: «Effetto panino in crescita, rischio per socialità e aumento costi»

di Redazione Anci

«L'effetto panino, sebbene limitato ad alcune realtà, è in crescita con conseguenze che potrebbero minare la funzione del pasto a scuola come fondamentale momento educativo, di crescita, di aggregazione ed integrazione. Oltre a ciò, nel caso in cui i servizi mensa dovessero essere divisi tra refezione scolastica collettiva, gestita dai Comuni, e pranzo da casa, assistito dalla scuola, quegli stessi servizi saranno necessariamente più difficili da organizzare e paradossalmente anche più costosi per le famiglie». Lo afferma Cristina Giachi, presidente della commissione istruzione dell'Anci e vicesindaca di Firenze.

L’impegno economico
«La ristorazione collettiva nella scuola – aggiunge Giachi - richiede un notevole impegno economico da parte dei Comuni che spendono ogni anno, per questo servizio, circa 1,25 miliardi di euro, dei quali solo una parte rientrano con la compartecipazione delle famiglie, che versano una quota in base al reddito. Non dimentichiamo poi che tra i costi ci sono anche quelli relativi al pasto del personale statale della scuola, risorse che laddove reintegrate per intero dallo Stato o comunque aggiornate come Anci chiede da tempo, potrebbero essere indirizzate all'innalzamento ulteriore della qualità delle mense e all'abbattimento delle quote per gli alunni».

In arrivo nuove regole
«L'Anci insieme alla ministra Fedeli – prosegue Giachi - sta lavorando a un miglioramento della piattaforma di regole che governano questi servizi e a stabilire relazioni costruttive con le diverse componenti: i gestori delle mense, le commissioni dei genitori, gli insegnanti, i funzionari comunali sono tutti attori indispensabili per realizzare un buon servizio di refezione scolastica. Attualmente il ministero ha fornito agli istituti scolastici alcune linee di comportamento in attesa che si chiarisca la vicenda giudiziaria, avendo il Miur impugnato le sentenze di Torino. Come Anci – conclude Giachi - siamo in attesa degli sviluppi e delle linee guida del ministero dell'Istruzione e del ministero della Salute, abbiamo subito sollecitato l'intervento e siamo pronti a collaborare».


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