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Welfare, la salute nelle città: bene comune, ecco il manifesto del comitato delle regioni - Anci: «Fondamentale il gioco di squadra»

di Giuseppe Pellicanò

«Bisogna acquisire la piena consapevolezza che nella materia della salute l'Italia vuole giocare una partita importante in Europa. Per questo è molto importante fare squadra con Stato, Regioni, Comuni ed aziende sanitarie». Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio nazionale dell'Anci e sindaco di Catania Enzo Bianco che, in qualità di presidente della delegazione italiana del Comitato delle Regioni, ha illustrato il documento «La salute nelle città: bene comune», che verrà proposto al Parlamento europeo. Il senso dell'iniziativa è stato spiegato ieri durante una conferenza stampa tenutasi nella sede nazionale dell'Associazione, cui hanno partecipato anche le vice presidenti delle Commissioni Affari Sociali della Camera, Daniela Sbrollini, e Sanità del Senato, Maria Rizzotti.

Il manifesto
Il manifesto delinea i punti chiave e le azioni da mettere in campo nelle Città per migliorare gli stili di vita e lo stato di salute dei cittadini, con l'obiettivo di realizzare “Health cities”, ovvero città consapevoli dell'importanza della salute come bene collettivo e che quindi mettono in atto politiche mirate e chiare, per tutelarla e migliorarla. Ogni punto del manifesto contiene le azioni prioritarie per il raggiungimento di questo obiettivo, promuovendo, a partire dall'esperienza internazionale, partenariati pubblico-privato per l'attuazione di progetti di studio sull'impatto di determinanti di salute nei contesti urbani.
Bianco ha ricordato come sono tanti i motivi che spingono a una riflessione più attenta sul legame tra salute e città. Innanzitutto «l'aumento continuo della popolazione del pianeta che ha raggiunto livelli significativi». Inoltre, va considerata la forte spinta verso l'urbanizzazione: «Basti pensare che in Italia il 70% della popolazione vive nelle città. Mentre nel 2016 a livello mondiale oltre la metà delle persone ha scelto di vivere in contesti urbani». Tutto questo spiega l'interesse che i Comuni sono chiamati ad avere sui temi della salute. «Indipendentemente dalle loro specifiche competenze – ha notato ancora Bianco – i sindaci non possono non occuparsi di queste problematiche».
«Questo documento è un vero atto parlamentare in stile europeo che parte da proposte chiare e raggiungibili e che ha già suscitato notevole interesse a livello comunitario», ha ricordato Roberto Pella, vice Presidente dell'Anci sindaco di Valdengo membro del Comitato delle Regioni e soprattutto relatore per la Commissione Nat del parere. Il parere «punta ad un approccio integrato che faccia nascere un sistema globale con la partecipazione di tutte le reti nazionali e soprattutto i cittadini», ha ricordato ancora Pella.
Venendo ai contenuti principali del documento, che dovrà essere formalizzato entro il prossimo 1° marzo, il vice presidente Anci ne ha indicati tre: l'attenzione alla tematica dell'invecchiamento e dell'aumento della popolazione, «su cui si gioca il futuro delle nuove generazioni”; ancora la gestione della cronicizzazione delle malattie; e infine «gli squilibri che l'urbanizzazione comporta per il sistema sanitario».


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