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Scuola, Anci: «Educazione sempre meno servizio a domanda individuale, risorse adeguate per sostenere i Comuni»

di Giuseppe Pellicanò

«I nidi e i servizi educativi per la prima infanzia non vanno più considerati servizi a domanda individuale ma vanno sempre più annoverati tra quelli che rispondono a diritti essenziali per le famiglie. Questa conclusione è emersa dall'analisi di tutti i parametri esaminati durante il convegno, che ha messo in luce anche un problema legato al costo di questi servizi». Lo sottolinea la presidente della commissione Istruzione, politiche educative ed edilizia scolastica dell'Anci e vicesindaca di Firenze, Cristina Giachi, al termine del seminario «L'educazione dei bambini, un diritto a domanda individuale?», svoltosi ieri a Firenze su iniziativa di Anci e dell'Istituto degli Innocenti.

La giornata di confronto
Una giornata di confronto tra le esperienze di diverse amministrazioni comunali sui servizi del sistema educativo 0-6 anni. A fornire spunti di riflessione sono state due ricerche: l'indagine sui servizi per l'infanzia promossa dall'Anci in 117 Comuni (molte grandi città) pari a 7 milioni di abitanti; e il quarto rapporto annuale sul tema NIDI e/in CRISI curato dall' Istituto degli Innocenti su 50 città campione che partecipano a un monitoraggio della qualità dei servizi.

Le strategie dei Comuni
«La panoramica tra le varie città – spiega l'esponente Anci - ha reso evidente come siano diverse le strategie con cui i Comuni hanno organizzato questi servizi facendo leva sempre su alcuni pilastri: il sistema di educazione statale per il segmento 3-6, che vede anche la scuola infanzia comunale e quella paritaria privata; mentre per quanto riguarda il nido, parliamo di quelli privati o a titolarità pubblica a gestione diretta oppure esternalizzata, tutti servizi garantiti dai Comuni per i quali lo Stato non interviene». Questo vuol dire che «nell'ottica 0- 6 anni dobbiamo potenziare la capacità di intervento di ripartizione delle risorse, perché – argomenta il vice sindaco di Firenze - è il servizio 0-3 quello che appare in sofferenza da un punto di vista quantitativo avendo più bisogno di sostegno».
Durante il seminario sono state esaminate numerose prassi, da quella del Comune di Napoli con una scarsa presenza di nidi e che punta a un sistema a gestione diretta, fino al sistema "Veneto" con il caso di Belluno dove la scuola di infanzia è tutta statale o privata. «La varietà dei sistemi necessita – evidenzia Giachi –meccanismi di armonizzazione della qualità dei servizi».

Il documento
L'incontro si è concluso con la condivisione di un documento che «invieremo al ministro, ai relatori della legge del decreto delegato a coloro che hanno collaborato alla sua scrittura, a quelli della legge 107 e ai rappresentanti della conferenza delle Regioni», sottolinea Giachi. Nel documento si ribadisce come «al superamento dei servizi a domanda individuale, devono corrispondere necessariamente finanziamenti adeguati destinati direttamente ai Comuni e come per integrare in modo efficiente ed efficace le risorse e le potenzialità di tutti i soggetti pubblici e privati si debba prevedere il coinvolgimento pieno di tutti gli attori del sistema integrato, riconoscendo il ruolo del Comune».


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