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Commissione immigrazione Anci: misure di tutela per i minori stranieri non accompagnati al centro della riunione

di Redazione Anci

Garantire una adeguata tutela delle persone che arrivano nel nostro paese soprattutto dei minori stranieri soli è stato il tema al centro della Commissione immigrazione Anci che si è svolta mercoledì scorso, a margine della presentazione del sesto Rapporto Anci – Cittalia sui minori stranieri non accompagnati.

Rapporto Anci: decisiva l'esperienza e la partecipazione dei territori
In apertura dei lavori la presidente della Commissione immigrazione Irma Melini ha sottolineato come «attraverso il Rapporto Sprar e il Rapporto sui minori, che fotografa il fenomeno nel corso degli ultimi dieci anni, l'Anci porta ancora una volta il suo contributo al tavolo del Governo sul tema delle politiche di immigrazione e accoglienza». «È importante – ha proseguito - la sinergia tra ricerca ed esperienza, infatti lo studio di Anci - Cittalia sui minori soli si è basato proprio sull'esperienza degli amministratori locali e dei comuni che in questi anni hanno contribuito all'accoglienza dei minori non accompagnati». «Un dato positivo – ha precisato Melini - che emerge dallo studio è che sono diminuiti i ragazzi in fuga dalle nostre strutture a conferma del fatto che attraverso interventi mirati è possibile creare percorsi di accoglienza concreti per garantire un futuro a questi ragazzi. Il rapporto dunque ci dice che la strada intrapresa da Anci verso un sistema unico di accoglienza è quella giusta».

Governance strutturata su tutto il territorio: ampliare lo Sprar
«Puntare a una governance comune del fenomeno dell'immigrazione significa diffondere il sistema di accoglienza dello Sprar in tutti gli 8mila Comuni italiani garantendo la tutela dei Comuni Sprar da invii massivi e dall'attivazione di Centri straordinari di accoglienza (CAS)», ha rimarcato il direttore di Cittalia e responsabile welfare e immigrazione Anci Luca Pacini intervenuto ai lavori della Commissione.
In questa direzione va l'impegno di Anci, in raccordo con il ministero dell'Interno, infatti precisa Pacini che il primo passo decisivo sarà l'approvazione il 3 agosto, in sede di Conferenza unificata, del decreto che prevede «una procedura più snella di adesione alla rete Sprar e agevolazioni per i Comuni che decidono di aderirvi». «Obiettivo – ha proseguito - è quello di ribaltare l'attuale percentuale delle persone accolte sul nostro territorio dove prevale ancora la logica dell'accoglienza straordinaria con circa l'80% dei migranti presenti nei CAS rispetto al 20% delle persone accolte negli Sprar».
«Quello dello Sprar è un sistema pubblico di accoglienza che vede il coinvolgimento attivo degli attori locali, regole certe e trasparenti di monitoraggio e standard minimi da garantire nell'erogazione dei servizi, per questo è lo Sprar il modello a cui guardare per affrontare la questione dell'immigrazione in modo strutturale nel nostro paese», ha concluso Pacini.

Minori albanesi
Nel corso dei lavori è stato affrontato anche il tema dell'accoglienza dei minori di origine albanese che, come ha rimarcato la presidente Melini, «si tratta di un dato anomalo (relativo al 2014) rispetto alle altre origini dei minori che provengono soprattutto dal Nord Africa e che abbiamo evidenziato anche nell'ultimo anno e mezzo di lavori della Commissione immigrazione Anci». «Il nostro impegno come Commissione sarà quello di portare all'attenzione dei ministri competenti questa situazione per mettere mano a quello che è un decreto flussi sia per motivi di istruzione che riguarda la maggior parte di questi ragazzi albanesi sia per motivi lavorativi come si registra negli altri casi. Un punto importante questo perché il lavoro della Commissione immigrazione Anci trova concretezza addirittura in una fotografia ancora più vecchia rispetto a quella attuale». Per queste ragioni Melini ritiene necessario portare questi studi, in particolare il Rapporto Sprar e il Rapporto minori, in tutte le Regioni con l'obiettivo di «sensibilizzare tutti gli amministratori locali perché possa crescere la rete di accoglienza locale soprattutto dei Comuni che si occupano dei minori soli». «Il Governo – ha aggiunto - ha creato un fondo che agevola i Comuni e per il quale ancora Anci si sta battendo per ridurre la quota del 50% che è a carico dei Comuni, si tratta di battaglie che vanno condivise con tutti e sul territorio».

Misure di tutela dei minori con disagio mentale
Una governance strutturata di accoglienza che guardi a percorsi reali di inclusione sociale e integrazione richiede alcuni passaggi fondamentali, uno di questi è quello del decreto Enti locali e dell'emendamento sullo sblocco del turnover del personale che permetterebbe ai Comuni di «incrementare gli uffici di welfare i primi a essere coinvolti sul tema dell'immigrazione e dell'accoglienza», come ha precisato la presidente.
La tutela dei minori soli va però di pari passo con la particolare condizione di vulnerabilità in cui si trovano i minori con disagio mentale per i quali le strutture si mostrano ancora inadeguate. «L'impegno della Commissione sarà quello di porre all'attenzione di Asl e Regioni questo tema anche rispetto all'accoglienza di mamme minori con bambini».

Linee guida per l'albo dei tutori
In conclusione dei lavori la presidente Melini ha poi ricordato la necessità di definire delle linee guida per l'albo dei tutori dei minori che sarà anche oggetto di una nota al garante nazionale per i minori con l'obiettivo di «sollecitare le regioni e i Comuni a istituire ognuno il suo albo che abbia dei requisiti minimi per garantire allo stesso tempo sia il maggior numero possibile di persone che si iscrivono gratuitamente all'albo ma anche adeguate professionalità e qualità per la presa in carico dei minori».


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