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Sostegno alle famiglie, Anci in audizione al Senato: «Ok a riordino misure fiscali, ora chiarire su risorse e soglia Isee»

di Emiliano Falconio

«L'Anci condivide e accoglie con favore la razionalizzazione e il riordino delle misure fiscali a sostegno della famiglia, contenute nel disegno di legge al vaglio del Parlamento. Tuttavia occorre porre la massima attenzione su alcune criticità che emergeranno, a partire dalla certezza sulle risorse che al Ddl verranno dedicate e alla soglia massima Isee per l'erogazione delle agevolazioni, attualmente fissata a 50mila euro». Così il sindaco di Reggio Emilia e delegato Anci al Welfare, Luca Vecchi, al termine dell'audizione tenutasi ieri al Senato in cui Anci è stata ascoltata dalla Commissione Finanze e Tesoro, in merito al disegno di legge di riordino delle misure fiscali a sostegno delle famiglie.

I rilievi dell'Anci
«Un provvedimento unico e di carattere "universale" per famiglie numerose e in difficoltà – ha detto Vecchi – costituisce un'azione importante per il contrasto alla povertà assoluta e relativa. Condividiamo quindi l'ambizione di superare la stratificazione di norme che, nel tempo, hanno ingenerato un'evoluzione non sempre positiva del grado di equità delle norme stesse».
Per il sindaco di Reggio Emilia, però, non mancano «perplessità, indicate anche nel documento consegnato» in quanto «a oggi non siamo nelle condizioni di sapere con certezza se le risorse dedicate saranno sufficienti per attuare il disegno di legge. Per questo siamo convinti che il percorso debba essere seguito costantemente nei suoi aspetti dettaglio. Anche sulle soglie Isee – ha aggiunto Vecchi – abbiamo espresso perplessità poiché riteniamo la soglia massima per l'erogazione delle agevolazioni, oggi fissata a 50mila euro, non adatta e da rivedere, magari prevedendo scaglioni verso il basso o ridefinendo il valore stesso della soglia. Serviranno perciò - ha concluso il delegato Anci - approfondimenti e simulazioni e come Anci ci siamo detti disponibili alla massima collaborazione, per contribuire alla buona riuscita di una riforma che, se fatta nella giusta maniera, può essere importante per le famiglie e per tutto il Paese».


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