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Minori stranieri non accompagnati, Anci: «Serve un sistema di accoglienza e integrazione strutturato e diffuso sul territorio»

di Giuseppe Pellicanò

«Grazie allo studio realizzato da Anci e Cittalia, vogliamo avviare con il governo una riflessione sulle linee guida che devono orientare i Comuni e gli operatori sul territorio rispetto ad un fenomeno costante in termini numerici. Tutto questo potrà essere un aiuto valido per fornire risposte sempre più concrete ed efficaci ai ragazzi che arrivano nel nostro Paese». Lo ha affermato Umberto Di Primio, vicepresidente dell'Anci e sindaco di Chieti intervenendo alla presentazione del VI Rapporto Anci-Cittalia sui minori stranieri non accompagnati - I comuni italiani e le politiche di accoglienza – illustrato ieri nella sede nazionale dell'Associazione.
Di Primio ha ricordato come «i Comuni sono il luogo in cui i diritti diventano concretamente esigibili soprattutto per quanto riguarda la tutela dei minori soli che arrivano sul nostro territorio. Come emerge dal rapporto realizzato da Anci-Cittalia sulle politiche di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, il numero di minori stranieri non accompagnati presenti in Italia è rimasto stabilmente alto nel corso degli anni, attestandosi mediamente intorno alle 8.000 unità annue, con un incremento particolarmente consistente negli ultimi tre anni. Una situazione – prosegue Di Primio - che richiede un sistema di accoglienza e integrazione strutturato e realmente diffuso su tutto il territorio nazionale che permetterà al nostro Paese di non inseguire di volta in volta le varie emergenze».

I nodi cruciali
«Per queste ragioni – sottolinea Di Primio - è necessario affrontare alcuni nodi cruciali per una reale tutela dei minori e per definire puntualmente la filiera dell'accoglienza: dall'aumento dei posti nelle reti strutturate di prima e di seconda accoglienza, alla deroga al blocco del turnover del personale per i Comuni che accolgono i minori soli nell'ambito dello Sprar, fino alla riduzione dei tempi di nomina del tutore e del rilascio del permesso di soggiorno ed evitando la creazione di circuiti speciali di accoglienza dedicati esclusivamente ai minori stranieri non accompagnati».
Lo stesso vice presidente Anci ha auspicato che dal governo arrivi un riconoscimento sempre più forte dell'azione svolta dai Comuni per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. «Questo compito a rigore non spetterebbe alle amministrazioni comunali, ma di fronte ad una vera e propria emergenza umanitaria cui facciamo fronte ci vengano riconosciute almeno le risorse finanziarie necessarie».
Infine il sindaco di Chieti ha puntato il dito contro gli altri Paesi dell'Unione europea: «Siamo il paese Ue che fa più accoglienza, ma non vogliamo rimanere soli: serve – ha concluso – un maggior coinvolgimento da parte di tutti e non soltanto nella fase della seconda accoglienza».

Leggi la sintesi del Rapporto e l'intervento del presidente della commissione Immigrazione Anci Irma Melini.


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