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Atlante Sprar: 30mila persone accolte e oltre 800 Comuni coinvolti nel 2015

di Luca Pacini (*)

Sono 29.761 le persone accolte nella rete dello Sprar nel 2015. I progetti locali hanno messo a disposizione 21.613 posti di accoglienza con una rete di 376 enti locali titolari di progetto (339 comuni, 29 province e 8 unioni di comuni) per circa 800 Comuni coinvolti complessivamente nell'accoglienza. È questa, in sintesi, la fotografia che ci restituisce il nuovo Rapporto annuale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati – Atlante Sprar 2015realizzato da Cittalia - Fondazione Anci ricerche presentato a Roma il 13 luglio.
Oltre ai numeri e al profilo delle persone in accoglienza, l'Atlante dedica ampio spazio a una analisi qualitativa dell'accoglienza con particolare attenzione ai servizi garantiti, alle attività formative e di inserimento socio-lavorativo, all'organizzazione dell'équipe di professionisti che operano nei singoli progetti e alle storie di inclusione e collaborazione tra rifugiati e cittadini per la cura e la valorizzazione del territorio.

Il profilo dei beneficiari
L'Atlante consente di tracciare nei primi capitoli il profilo dei beneficiari a partire dall'analisi dei titoli di soggiorno. Emerge dunque che il 58% delle persone accolte nei progetti Sprar è richiedente protezione internazionale, il 10% ha ottenuto lo status di rifugiato, il 13% è titolare di protezione sussidiaria e il 19% di protezione umanitaria.
Tra le prime tre nazionalità più rappresentate si registra una tendenziale conferma rispetto al quadro dell'anno precedente: la Nigeria è al primo posto con il 15,2% (+1,4 punti rispetto al 2014), seguono il Pakistan con il 12,5% e il Gambia con il 12,2% (+1,3 punti). Anche per quest'anno, la maggioranza delle persone in accoglienza è di sesso maschile (88%) mentre, tra le prime tre nazionalità con un'alta percentuale della componente femminile troviamo la Nigeria (29,3%), l'Eritrea (25,5%) e la Somalia (24,4%). Rispetto invece al possesso di un titolo di studio, i dati evidenziano che quasi il 50% dei beneficiari accolti nello Sprar possiede un livello di scolarizzazione medio–alto.

I servizi e le figure professionali
Nel 2015 i progetti Sprar hanno erogato complessivamente 259.965 servizi che riguardano principalmente: l'assistenza sanitaria (20,7%), la formazione (16,6%), le attività multiculturali (15%), l'alloggio (14,9%), l'istruzione/formazione (10,9%) e l'inserimento scolastico dei minori (9,5%).
Sono oltre 8mila le figure professionali impiegate nelle attività quotidiane dei progetti Sprar: si tratta, nella maggioranza dei casi, di operatori dell'accoglienza (22%), mediatori culturali (12,1%), personale amministrativo (10,1%), operatori legali (6,9%), personale ausiliario (5,6%), insegnanti di italiano (5,1%) e coordinatori di équipe (5%) che contribuiscono a garantire alti standard qualitativi dei progetti di accoglienza.

Storie dallo Sprar: rifugiati e cittadini collaborano per la cura della città
L'ultima parte del Rapporto è dedicata alle storie di inclusione e buona accoglienza locale che vedono rifugiati e residenti locali prendersi cura del territorio. Così ad esempio a Martina Franca, con il progetto #SullevenedellaPuglia, rifugiati e richiedenti asilo grazie al supporto di esperti e di operatori del progetto, hanno raccontato le bellezze del territorio realizzando applicazioni e guide multimediali. Mentre la sfida del progetto Sprar di Bologna, che ha lanciato il laboratorio di giornalismo per rifugiati, è stata quella di ribaltare i punti di vista sulla città. Sono gli stessi rifugiati a fare informazione realizzando dei veri e propri servizi giornalistici grazie alla collaborazione con due televisioni locali. Dallo sport a incontri istituzionali, da interviste a piccoli reportage si cerca di smontare luoghi comuni e stereotipi entrando, attraverso il piccolo schermo, nelle case degli italiani. Valorizzare il territorio nell'ottica della collaborazione e delle conoscenza reciproca è quello che succede invece a Copertino e ad Arnesano, in provincia di Lecce, dove rifugiati e richiedenti asilo assieme ai residenti locali hanno ridato vita ad alcune aree urbane abbandonate.

Estendere lo Sprar a tutti i Comuni italiani: a fine luglio il decreto del ministero dell'Interno
Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, pur essendo cresciuto negli ultimi anni sia in termini quantitativi che qualitativi, rappresenta però ancora oggi meno di un quarto in termini numerici di tutte le forme di accoglienza in Italia. L'obiettivo è quello di ribaltare questo rapporto in favore di un sistema capillare e strutturato sul territorio in grado di garantire, da un lato un'adeguata protezione alle persone che arrivano nel nostro paese e dall'altro di favorire il coinvolgimento della cittadinanza per costruire insieme le basi di una cultura dell'accoglienza. Un sistema pubblico di accoglienza che vede il coinvolgimento attivo degli attori locali, regole certe e trasparenti di monitoraggio e standard minimi da garantire nell'erogazione dei servizi, sono solo alcuni dei punti di forza che fanno dello Sprar il modello a cui guardare per affrontare la questione dell'immigrazione in modo strutturale. Non a caso l'impegno di Anci, in raccordo con il ministero dell'Interno, va proprio nella direzione di estendere la rete Sprar a tutti gli 8mila comuni italiani superando l'approccio emergenziale dei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS).
Con questo obiettivo è prevista a fine luglio l'uscita di un decreto del ministero dell'Interno che modificherà il sistema di accesso dei Comuni alla rete Sprar superando lo strumento del bando. Impegno rimarcato anche dal presidente dell'Anci Piero Fassino, nel corso della presentazione dell'Atlante Sprar, che ha ricordato come «particolare attenzione verrà data ai progetti che da più tempo fanno parte della rete e che quindi non dovranno più presentare un progetto, ma saranno accreditati in maniera permanente come enti componenti della rete Sprar».

Scarica qui l'Atlante Sprar 2015
Scarica qui la sintesi dell'Atlante Sprar 2015

(*) Direttore Cittalia – Fondazione Anci Ricerche
Responsabile Area Welfare e Immigrazione Anci


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