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Minori stranieri non accompagnati, Biffoni in audizione alla Camera: «più risorse, sblocco turnover, rafforzamento sistema accoglienza»

di Federica Demaria

«La relazione che ieri è stata presentata alla Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza si concentra sulle proposte che stiamo mettendo in atto per arrivare a un sistema di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati che trovi finalmente uno svolgimento fluido e che permetta ai sindaci responsabili per la loro accoglienza di lavorare nel modo più efficace possibile». Lo ha detto il delegato Anci all'Immigrazione e alle politiche per l'integrazione e sindaco di Prato, Matteo Biffoni, al termine dell'audizione presso la Commissione per l'infanzia e l'adolescenza della Camera dei deputati.

Le proposte dell'Anci
«Pur sottolineando come alcune delle scelte già compiute dal governo vadano nella direzione giusta – ha continuato Biffoni - è importante ribadire che il percorso iniziato trovi effettivo compimento a partire da un reale rafforzamento del sistema strutturato di prima e seconda accoglienza a cui si aggiunge la necessità di impedire la creazione di circuiti speciali di accoglienza dedicati esclusivamente ai minori stranieri non accompagnati».
«Bisogna tener presente – ha evidenziato il sindaco di Prato – che tra i minori che arrivano nel nostro Paese ci sono anche molti casi di bambini e ragazzi che, oltre al pesante fardello della situazione che stanno vivendo, presentano disagi psicologici o fragilità di diverso tipo. Tutto questo, si va a sommare alle già molte emergenze che i Comuni devono gestire. È quindi chiaro che, laddove sia necessario, in considerazione di particolare vulnerabilità, si riconoscano ai Comuni quote di contributo statale superiore ai 45 euro attuali».
«Chiediamo – ha aggiunto il delegato Anci all'Immigrazione e alle politiche per l'integrazione – che per i Comuni che accolgono i minori stranieri non accompagnati nell'ambito dello Sprar ci sia una derogare al blocco del turn over al 25% del personale così da consentire l'assunzione di personale qualificato, indispensabile per le attività e loro tutela, come servizi sociali, polizia municipale. Infine, auspichiamo si lavori per accorciare i tempi di nomina del tutore e di rilascio del permesso di soggiorno».
Insomma, «le nostre sono proposte concrete rispetto al quadro generale dell'accoglienza dei profughi che assume una particolare complessità e una delicatezza significativa per quanto riguarda i minori. In tal senso – ha ribadito Biffoni – il tema va affrontato con una certa urgenza anche in considerazione del numero di minori stranieri non accompagnati contattati o presi in carico dai servizi sociali dei Comuni che dal 2011 ad oggi è aumentato in maniera esponenziale. Un aumento – ha concluso – che ha comportato l'attivazione di interventi, attività e servizi a favore di circa 9.600 minori nel 2013 e oltre 13mila nel 2014».


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