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Cittadinanza, punto di ascolto del Viminale per supportare gli stranieri

di Alessandro Vitiello

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Un numero telefonico «punto di ascolto» per aiutare gli stranieri a ottenere la cittadinanza italiana. È lo 06/46539591 ed è stato istituito e finanziato dal dipartimento per le Libertà civili e l'immigrazione del ministero dell'Interno, nell'ambito del progetto del servizio civile nazionale «Accoglienza e integrazione degli stranieri: il conferimento della cittadinanza italiana».
A rispondere alle domande degli stranieri, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13, saranno appunto i volontari del servizio civile reclutati la scorsa estate proprio per svolgere questo preciso incarico.
Lo ha comunicato la direzione centrale per i Diritti civili, la cittadinanza e le minoranze con una nota di ieri.

La direzione per i diritti civili
Ha come obiettivo principale appunto quello di «supportare l'esercizio e l'espansione dei diritti di libertà costituzionalmente protetti, con particolare riguardo alla cittadinanza, alle minoranze storiche etno-linguistiche e alle misure di assistenza e patrocinio per il recupero dei crediti alimentari all'estero», e sviluppa azioni di monitoraggio e di promozione «utili a rimuovere impedimenti e discriminazioni, legati anche a modelli culturali superati, perseguendo nuove formule per l'attivazione di sinergie e reti di collegamento tra l'universo pubblico e il mondo privato, con particolare attenzione al volontariato e l'associazionismo».

L'inclusione sociale degli immigrati
Al netto delle continue polemiche politiche, talvolta feroci, e delle miopi convenienze elettorali, si è capito ormai che il nostro Paese senza immigrati non ce la può fare a sopravvivere. L'Italia, del resto, è da almeno vent'anni luogo di forte immigrazione e di conseguenza la popolazione straniera aumenta costantemente. Il fenomeno migratorio, insomma, ha assunto il carattere della stabilità.
Secondo l'Istat, infatti, gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2015 sono 5.014.437, vale a dire l'8,2% della popolazione. Più residenti si traducono in più richiedenti la cittadinanza.
I dati statistici indicano una prevalenza femminile di Paesi come Perù, Filippine, Moldavia, Polonia e Ucraina (sono le ormai insostituibili badanti), mentre gli uomini arrivano soprattutto da Marocco, Albania, India, Bangladesh, Pakistan, Tunisia, Senegal, Ghana e Macedonia, occupati come operai. Per quanto riguarda la distribuzione sul territorio si rileva che le Regioni centrali che registrano il maggior numero di concessioni sono l'Emilia Romagna (7.932) e il Lazio, in particolare Roma (3.367).

Procedura informatizzata
Dal 2006 la procedura è completamente informatizzata (piattaforma Sicitt): la dematerializzazione del fascicolo cartaceo consente lo scambio di informazioni telematiche tra gli enti coinvolti e gli utenti possono accedere a un sistema di consultazione per visualizzare lo stato della pratica.
Oltre che a rospondere al telefono e dare informazioni, i volontari del servizio civile reclutati la scorsa estate saranno impiegati in tante altre attività, soprattutto di rilevazione dati statistici e monitoraggio dei tempi medi di definizione delle istanze di ottenimento della cittadinanza.


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