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Rivalutazione delle pensioni ancora al vaglio della Consulta

di Paola Rossi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Nuovo rinvio alla Corte costituzionale per la mancata perequazione delle pensioni. A sollevare la questione è stato il tribunale di Palermo con l'ordinanza depositata il 22 gennaio scorso. Dopo il Dl Fornero del 2011 arriva alla Consulta anche il recente decreto Renzi che doveva correggere le norme del Governo Monti seguendo le censure della sentenza n. 70/15 della Corte costituzionale (si veda l'articolo sulla sentenza pubblicato sul Quotidiano degli enti locali e Pa del 1° maggio 2015). Tra l'altro va sottolineato che il rinvio proviene sempre dallo stesso procedimento di merito, azionato da un pensionato siciliano, e che era stato sospeso e poi riassunto a seguito dell'emissione della sentenza costituzionale n. 70.

Il nuovo rinvio costituzionale
La nuova ordinanza del Tribunale di Palermo solleva l'eccezione di incostituzionalità del taglio della perequazione dei trattamenti all'indice del costo della vita esclusivamente per quella fascia di pensionati che percepiscono tra 4 e 5 volte il minimo Inps. Sotto giudizio è comunque sempre la stessa norma del procedimento costituzionale conclusosi con la sentenza n. 70/15, cioè il comma 25 dell'articolo 24 del Dl 201/2011, come modificato dal decreto Renzi.

La vicenda di merito che incalza Legislatore e Consulta
La prima rimessione degli alla Corte costituzionale della norma del decreto Monti è avvenuta nel novembre 2013, da parte del tribunale di Palermo nel corso di un giudizio, in cui un pensionato chiedeva la rivalutazione della sua pensione per gli anni 2012 e 2013. Impugnando di fatto il blocco delle indicizzazioni stabilito per emegenze di finanza pubblica. Il giudizio sospeso veniva riassunto dopo che la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della norma per la fascia di pensionati che percepiscono una pensione non superiore a tre volte il minimo Inps. Un pronunciamento che non soddisfaceva però la domanda del pensionato davanti al tribunale palermitano almeno alla luce dell'adeguamento fatto dal Governo Renzi alla sentenza n. 70 con l'approvazione del decreto legge 65/2015. Infatti, il Dl ha persistito nell'escludere dal rimborso dei mancati aumenti pensionistici circa 4 milioni di pensionati. Sollevata nuovamente la questione sulla modifica legislativa considerata inadeguata a mettere in campo le indicazioni dei giudici costituzionali, il tribunale di Palermo ha aderito alla richiesta del ricorrente di rinvio alla Consulta.

La regola impugnata
Il ricorso riguarda solo la fascia di pensionati che percepiscono tra le 4 e le 5 volte il trattamento minimo Inps, alla quale - come nel caso del ricorrente - con il Dl Renzi è stato riconosciuto solo il 20% di quanto effettivamente dovuto. Questo il perimetro obbligato dell'attuale ordinanza di rinvio, in quanto per le altre fasce pensionistiche sarebbe mancato il presupposto di ammissibilità della rilevanza della questione ai fini del processo a quo ora sospeso.


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