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Al via il conguaglio fiscale e previdenziale 2015 dei dipendenti pubblici - Le istruzioni dell'Inps

di Giuseppe Rodà

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Al via il conguaglio previdenziale di fine anno 2015 per i dipendenti pubblici iscritti alla gestione Inps (ex Inpdap). Lo comunica l'Inps con la circolare n. 5 del 2016 fornendo le relative modalità. I sostituti di imposta, datori di lavoro, sono chiamati ad effettuate le operazioni di conguaglio fiscale e previdenziale per il 2015.

Adempimenti dei sostituti d'imposta e datori di lavoro
Per quel che riguarda l'aspetto contributivo, le operazioni di conguaglio consentono la corretta applicazione dei massimali contributivi e delle aliquote correlate all'imponibile. Il datore di lavoro, in qualità di sostituto di imposta, è tenuto ad effettuare le operazioni di conguaglio previdenziale tenendo conto di tutti i redditi riconducibili al rapporto di lavoro in essere ovvero dei diversi rapporti di lavoro subordinato avuti dal dipendente nel corso dell'anno. Per il conguaglio contributivo dell'anno 2015 per la Gestione dipendenti pubblici occorre tenere conto di tutti i redditi riferiti ai periodi compresi tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2015. Vanno considerati i redditi denunciati nei quadri E0, riferiti al 2015 nonché i redditi denunciati nei quadri V1, causale 1, causale 2, causale 5, nonché nei quadri V1, causale 7.

Tetti retributivi ai fini dell'aliquota aggiuntiva 1%
Sulla base dell'articolo 3 ter, comma 1, della legge n. 438 del 14 novembre 1992 di conversione del decreto legge 19 settembre 1992 n.384 e dell'articolo 1, comma 241, della legge n. 662 del 23 dicembre 1996 per i dipendenti pubblici e privati è stata prevista, a decorrere dal 1° gennaio 1993, l'aliquota aggiuntiva dell'1% a carico dell'iscritto, nel caso in cui l'aliquota a suo carico sia inferiore al 10%. L'aliquota dell'1% si applica sulle quote di retribuzione eccedenti il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile. Ogni anno, i tetti retributivi oltre i quali viene applicata la maggiorazione vengono aggiornati in base all'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai ed impiegati. Per l'anno 2015 la fascia retributiva annua oltre la quale deve essere corrisposta l'aliquota dell'1% è pari a 46.123,00 euro, corrispondente a 3.844,00 euro mensili.

Massimali
1) L'articolo 2, comma 18, della legge 8 agosto 1995 n. 335 ha stabilito un massimale annuo per la base contributiva e pensionabile degli iscritti successivamente al 31 dicembre 1995 a forme pensionistiche obbligatorie, privi di anzianità contributiva ovvero per coloro che optano per il calcolo della pensione con il sistema contributivo, ai sensi dell'articolo 1, comma 23, della legge 335/1995, così come interpretato dall'articolo 2 del decreto legge 28 settembre 2001 n. 355, convertito con legge 27 novembre 2001 n. 417. Questo massimale – pari a 100.324,00 euro per l'anno 2015 - deve essere rivalutato ogni anno in base all'indice dei prezzi al consumo calcolato dall'Istat. Lo stesso trova applicazione per la contribuzione ai fini pensionistici, ivi compresa l'aliquota aggiuntiva dell'1% di cui all'articolo 3-ter della legge 438/1992 nonché per la contribuzione al fondo credito. Il massimale non è frazionabile a mese e a esso occorre fare riferimento anche se l'anno solare risulti retribuito solo in parte. Nel caso di rapporti di lavoro successivi o contemporanei, le retribuzioni percepite in costanza dei diversi rapporti, si cumulano ai fini dell'applicazione del massimale.
2) Veniamo al massimale contributivo previsto dall'articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 24 aprile 1997 n. 181, da valere per i direttori generali, amministrativi e sanitari delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere di cui all'articolo 3 bis, comma 11, del decreto legislativo 19 giugno 1999 n. 229. Secondo il disposto contenuto nell'articolo 3 bis, comma 11, del decreto legislativo 19 giugno 1999 n. 229 in caso di nomina a direttore generale, amministrativo e sanitario, l'imponibile contributivo è sottoposto ai limiti dei massimali di cui all'articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 24 aprile 1997 n. 181, che vengono annualmente rivalutati sulla base dell'indice Istat. Per l'anno 2015 il massimale è pari al 182.874,00 euro. Tale massimale trova applicazione per la contribuzione ai fini pensionistici, ivi compresa l'aliquota aggiuntiva dell'1% di cui all'articolo 3-ter della legge 438/1992, nonché per il fondo credito e per la contribuzione previdenziale.

Termini per l'invio
Per le aziende e le amministrazioni iscritte alla Gestione dipendenti pubblici le operazioni di conguaglio devono essere effettuate entro il mese di febbraio dell'anno successivo a quello di riferimento dei redditi oggetto del conguaglio. Ne deriva che per i redditi liquidati nel 2015, le operazioni di conguaglio devono essere effettuate entro il mese di febbraio 2016. Le denunce relative alle operazioni di conguaglio annuo, V1, causale 7, codice motivo utilizzo 1 e 2, devono pervenire entro il mese successivo a quello in cui sono effettuate le operazioni di conguaglio e comunque non oltre il mese di marzo dell'anno successivo a quello a cui si riferiscono le operazioni di conguaglio. Il termine del versamento della contribuzione conseguente alle operazioni di conguaglio, senza aggravio di oneri accessori, scade il giorno 16 del mese successivo a quello in cui sono effettuate le operazioni di conguaglio, fermo restando, in ogni caso, il termine del giorno 16 del mese di marzo dell'anno successivo a quello a cui si riferiscono le operazioni di conguaglio.


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