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Migranti, bando Sprar per finanziare i Comuni: domande prorogate al 14 febbraio

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Un mese di tempo in più a disposizione degli enti locali per chiedere i contributi nell'ambito dello Sprar per l'accoglienza di richiedenti e di titolari di protezione internazionale ed umanitaria, biennio 2016-2017. Il ministero dell'Interno ha accordato la proroga richiesta da più parti soprattutto considerata la necessità di ampliare, quanto più possibile, la rete degli enti locali che erogano servizi di accoglienza e valutato che il termine di presentazione delle domande sarebbe scaduto a ridosso delle festività natalizie, con notevoli difficoltà nel predisporre gli atti necessari.
La notizia è stata formalizzata con un comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'8 gennaio 2016 n. 5.
Così i Comuni potranno presentare le proprie istanze fino alle ore 12 del 14 febbraio prossimo

Le regole
Non cambiano le regole, che sono quelle stabilite dal Dm 7 agosto 2015 (si veda l'articolo pubblicato sul Quotidiano degli enti locali e Pa del 12 ottobre 2015). Nè le modalità.
La domanda di finanziamento può essere presentata solo da Comuni, province, città metropolitane, comunità montane, comunità isolane e unioni di comuni, in forma singola o associata, purché non siano già titolari di un progetto Sprar in corso di finanziamento a meno che i progetti già finanziati riguardino: a) solo strutture destinate a minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo; b) solo strutture dedicate a persone con disagio mentale o psicologico e con necessità di assistenza sanitaria, sociale e domiciliare, specialistica e/o prolungata; c) solo strutture ordinarie ma si faccia domanda per gestire strutture dedicate a persone con necessità di assistenza sanitaria, sociale e domiciliare, specialistica e/o prolungata.
Agli inizi di dicembre scorso, il ministero dell'Interno autorizzato l'ampliamento della platea degli ammessi al contributo con ulteriori 1.010 posti (si veda l'articolo pubblicato sul Quotidiano degli enti localie Pa del 7 dicembre 2015).

La modalità
La domanda di finanziamento deve essere presentata, unitamente ai numerosi allegati richiesti, a pena di inammissibilità, esclusivamente compilando online i modelli disponibili sul sito internet predisposto dal ministero dell'Interno. Occorrerà prestare molta attenzione alla redazione del piano finanziario preventivo e agli altri documenti richiesti, tenendo conto che, la quota di cofinanziamento chiesta agli enti partecipanti deve essere almeno pari al 5% e che almeno il 7% del costo complessivo del progetto dovrà essere destinato alle «Spese per l'integrazione». In sostanza, il contributo che il Fondo gestito dal ministero dell'Interno potrà essere corrisposto potrà essere pari anche al 95% del costo complessivo del progetto: una vera novità rispetto al passato in cui veniva corrisposto sino all'80% del costo complessivo.


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