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Persone senza fissa dimora, indagine del governo e misure di aiuto

di Alessandro Vitiello

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Clochard in aumento nel nostro Paese: sarebbero 50.724, infatti, contro i 47.648 del 2011, secondo la stima del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali contenuta nell'indagine presentata la scorsa settimana con l'Istat, la Caritas e la Fio.PSD (Federazione italiana organismi per le persone senza dimora).

Nord e Sud
Il numero corrisponde al 2,43 per mille della popolazione residente nei Comuni considerati, che nella distribuzione geografica rispecchiano il sempiterno divario tra Nord e Sud. Sostanzialmente stabile nelle regioni del Nord-ovest, del Centro e delle Isole, la quota dei senza dimora diminuisce nel Nord-est del Paese e aumenta al Sud.
Rispetto al 2011, comunque, il numero dei servizi di mensa e accoglienza notturna diminuisce del 4,2%, mentre aumentano le prestazioni erogate mensilmente dai servizi attivi (+ 15,4%).

Chi sono
I senza dimora sono quasi tutti uomini (85,7%), stranieri (58,2%), e come si può facilmente immaginare ha un basso titolo di studio. Cresce rispetto al passato la percentuale di chi vive solo (da 72,9% a 76,5%), a svantaggio di chi ha un partner o un figlio (dall'8% al 6%). Il 51%, inoltre, dichiara di non essersi mai sposato.
Rispetto all'indagine del 2011, inoltre, si riduce il divario tra utenti stranieri e italiani in termini di età, durata della condizione di senza dimora e titolo di studio. Gli italiani sono mediamente più anziani e meno istruiti. La perdita di un lavoro stabile insieme alla separazione dal coniuge e/o dai figli si confermano come gli eventi più rilevanti nel percorso di emarginazione. Un peso importante, seppur più contenuto, lo hanno anche le cattive condizioni di salute: disabilità, malattie croniche e dipendenze.

Il contrasto all'emarginazione
Per contrastare i casi più gravi di emarginazione e povertà, il ministero del Lavoro ha proposto linee di indirizzo approvate dalla Conferenza Unificata il mese scorso e presentate congiuntamente all'indagine. «Affrontare i problemi con la logica dell'emergenza non è il modo giusto per risolverli – ha commentato il ministro Poletti – e rischia anzi di essere una scusa per rinviarli e, di conseguenza, renderli più difficili. Occorre invece, come nel caso del contrasto ai casi di emarginazione più grave e in generale alla povertà, un approccio strategico che permetta di definire interventi strutturali coordinati tra più soggetti e, per questo, in grado di produrre risultati concreti».
Le linee di indirizzo, che raccolgono le migliori esperienze locali, nazionali ed europee, sono state elaborate dai rappresentanti dei diversi livelli di governo (in particolare delle Città metropolitane), in collaborazione con i diversi soggetti che offrono servizi come la Federazione italiana organismi per le persone senza dimora.

Le risorse
Le risorse del Pon Inclusione per i senza dimora e del programma operativo del Fead (il Fondo europeo di aiuti agli indigenti) sono associate alle linee guida. «Il Governo - ha chiarito Poletti - ha deciso di destinare, nell'ambito di questi due programmi comunitari, 100 milioni di euro in sette anni al finanziamento di servizi coerenti con le linee guida, cui potranno aggiungersi le risorse che le Regioni vorranno destinare con la programmazione regionale e le grandi città con la programmazione del Pon Metro. Ed è motivo di soddisfazione che la Commissione europea, intervenuta alla presentazione, abbia manifestato grande apprezzamento per questa modalità di utilizzo delle risorse comunitarie, ringraziando il Governo per aver saputo cogliere in maniera 'esemplare' le opportunità offerte dal nuovo ciclo di Programmazione».


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