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Parte dai prefetti la raccolta di buone pratiche su accoglienza e integrazione

di Roberta Giuliani

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Fare tesoro dell'esperienza sul campo per perfezionare il sistema di accoglienza e integrazione degli stranieri immigrati, rifugiati e richiedenti protezione internazionale: è questo il messaggio inviato ai prefetti con la circolare n. 5973 dell'11 novembre per la realizzazione di una raccolta sistematica di buone pratiche. I risultati positivi delle iniziative avviate in tutta Italia attraverso i progetti finanziati con i fondi europei dalle prefetture, meritano infatti, di essere «comunicati a una più ampia e qualificata platea e condivisi anche al fine di replicarli in altre realtà, con i necessari eventuali adattamenti alle specificità locali, favorendo la costituzione di un capitale di cultura professionale verificabile, spendibile, disseminabile».

Il sistema dell'accoglienza
Lo spunto per ampliare questa ricerca è stato dato dalla pubblicazione del "Rapporto sull'accoglienza di migranti e rifugiati in Italia. Aspetti, procedure, problemi" che ha scattato un fotografia del sistema integrato di accoglienza che ha coinvolto «sotto diversi profili Stato, regioni, enti locali e organizzazioni non governative e associazioni» (si veda l'articolo pubblicato sul quotidiano degli enti locali e Pa del 22 ottobre 2015). Una collaborazione che ha portato, con il nuovo bando Sprar 2016-2017 per il sostegno finanziario agli enti locali che prestano servizi di accoglienza, ad ampliare il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) con 10mila nuovi posti (si veda l'articolo pubblicato sul quotidiano degli enti locali e Pa del 12 ottobre 2015). A questo proposito la scorsa settimana con il via libera della Conferenza unificata, la rete Sprar si è allargata con ulteriori 1.010 posti riservati ai minori stranieri non accompagnati. I Comuni potranno così far fronte come sottolinea l'Anci «a una delle emergenze più stringenti del fenomeno immigrazione, quello legato all'accoglienza e al ricovero dei minori».

La circolare
I risultati delle positive iniziative dei Consigli territoriali per l'immigrazione «proficui sotto il profilo socio-economico oltre che umanitario» hanno spinto la direzione centrale a «realizzare una raccolta delle buone pratiche tanto nel campo dell'accoglienza di richiedenti e titolari di protezione e asilo che in quello dell'integrazione dei migranti regolari». I prefetti sono stati invitati a «segnalare le esperienze meritevoli, realizzate o avviate a livello locale» trasmettendo la documentazione all'indirizzo: dlci.buonepraticheaccoglienza@interno.it
Dallo sviluppo di reti e collaborazioni virtuose sul territorio al rafforzamento delle competenze istituzionali nell'azione multilivello, la raccolta dovrà concentrarsi soprattutto su dieci attività. Gli altri otto contributi dovranno riguardare: utilizzo di pratiche innovative per l'accoglienza; orientamento, accompagnamento e facilitazione nell'accesso ai servizi; apprendimento della lingua italiana; storie d'inserimento lavorativo e sociale; processi di coinvolgimento volontario asilo/rifugiato nelle strutture ospitanti e nella comunità locale; interventi d'inserimento positivo degli immigrati nei territori; azioni per favorire integrazione ed esercizio di cittadinanza attiva; progetti di sostegno delle categorie vulnerabili.


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