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«Home Care Premium 2014»: proroga al 30 giugno per le prestazioni dei dipendenti pubblici

di Roberta Giuliani

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Prolungate di sette mesi le prestazioni del progetto Home Care Premium 2014: con un comunicato dell'Inps arriva la proroga al 30 giugno 2016 dei benefici concessi ai dipendenti pubblici per la cura a domicilio delle persone disabili o non autosufficienti. Il programma Home Care Premium 2014, dedicato agli iscritti alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali oppure alla gestione magistrale, nonché ai pensionati della gestione dipendenti pubblici, eroga servizi di assistenza o un contributo (con un massimo di 1.200 euro al mese legato all'Isee) attraverso specifici accordi sottoscritti dall'Inps con i Comuni e gli ambiti territoriali sociali (Ats) accreditati (gli elenchi sono allegati al bando). Con la proroga il periodo di assistenza durerà 16 mesi e dunque non terminerà il 30 novembre come indicato al momento dell'avvio del programma, iniziato a marzo del 2015.

I benefici
I benefici sono riservati ai soli dipendenti e pensionati pubblici in condizione di non autosufficienza o per la loro assistenza a coniugi conviventi, familiari di I° grado, minori orfani equiparati ai figli e nipoti minorenni che però devono essere conviventi e a carico della persona titolare del diritto. Non possono infatti accedere al bonus le famiglie dove sono presenti tutti dipendenti privati: almeno uno tra chi è in condizione di non autosufficienza, ovvero chi assiste conviventi o familiari, deve far parte del pubblico impiego.
Oltre al "premio" finalizzato alla cura a domicilio, il progetto prevede un ulteriore percorso assistenziale che consiste in un contributo per i soggetti non autosufficienti residenti presso strutture residenziali o per i quali si sia valutata l'impossibilità di assistenza domiciliare. Il contributo, che è ancorato all'Isee e a un punteggio che indica il grado di autosufficienza del soggetto beneficiario del trattamento, oscilla tra 300 e 1.200 euro mensili (cifra massima erogata se i redditi annuali sono inferiori a 8mila euro all'anno).

Gli ambiti territoriali sociali
L'Ats, che deve aver aperto uno o più sportelli di consulenza denominati "sportelli sociali/segretariati sociali", ha il compito di assistere in maniera continuativa il soggetto non autosufficiente e il nucleo familiare di riferimento e di monitorare lo status e l'eventuale aggiornamento del programma socio assistenziale familiare. Inoltre deve assicurare la verifica delle qualificazioni soggettive e oggettive degli operatori privati, la consulenza e il supporto agli assistenti familiari e l'erogazione delle eventuali prestazioni integrative complementari.


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