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Scuola: entro il 23 novembre elezioni per il rinnovo degli organi collegiali

di Massimo Nutini (*)

Entro il 23 novembre si voterà per rinnovare i consigli di istituto per l'anno scolastico 2015/2016: ogni Usr (Ufficio scolastico regionale) del ministero dell'Istruzione fisserà, entro questo termine per il territorio di propria competenza, la data in cui si svolgeranno le elezioni. Ciò secondo quanto stabilito dalla circolare ministeriale 7 settembre 2015 n. 8032, che conferma tutte le procedure in essere «non essendo ancora intervenute modifiche a livello legislativo degli organi collegiali a livello di istituzione scolastica».
Non vi saranno elezioni, invece, nelle istituzioni scolastiche che comprendono al loro interno sia scuole di primo grado sia scuole di secondo grado in quanto rimarrà il commissario straordinario in questi istituti omnicomprensivi. Infatti, come afferma la stessa circolare, dopo decenni, ancora non si è trovata «una soluzione normativa circa la composizione del consiglio di istituto delle scuole in questione».

In attesa della riforma degli organi
L'avvio della discussione, che dovrà coinvolgere anche gli enti locali, per la riforma degli organi di governo della scuola, appare in questo momento rinviata, nonostante le significative modifiche introdotte dalla legge 13 luglio 2015 n. 107 (buona scuola). A norma della legge n. 107, infatti, entro il mese di ottobre i consigli di istituto saranno chiamati ad approvare il nuovo Ptof (Piano triennale dell'offerta formativa), che dovrebbe recepire il contributo di genitori e studenti, nelle scuole superiori, e individuare, sempre a norma della legge buona scuola, due rappresentanti dei genitori per far parte del comitato per la valutazione dei docenti.
Durante il percorso parlamentare della riforma della scuola è stata stralciata la delega per la riforma degli organi collegiali che era contenuta nella stesura approdata alle commissioni parlamentari e, quindi, rimangono vigenti gli organismi definiti dai decreti delegati dalla legge n. 477/1973, e istituiti, per la prima volta, con il Dpr 416/1974. Da allora nessun legislatore è riuscito a portare a termine la riforma di tali organismi nonostante il decreto n. 233/1999 già prevedeva la revisione del vecchio impianto, cancellando i consigli distrettuali e provinciali per sostituirli con organi territoriali. Un decreto che, tra l'altro, eliminava il Consiglio nazionale della pubblica istruzione (Cnpi) per sostituirlo con il Consiglio superiore (Cspi), la cui costituzione è avvenuta lo scorso 18 giugno 2015, con nota 5687, ben 16 anni dopo.
Fumata bianca anche nel 2008 per la proposta di legge recante "Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie" (Atto n. C 953 della XVI legislatura) che sembrò in dirittura d'arrivo nel 2012 quando si trasformò nel progetto di legge Aprea-Ghizzoni.
Nonostante sia stata rilevata ripetutamente dalle diverse componenti della scuola e anche dall'Anci l'urgenza di una riforma degli organi di gestione collegiale della scuola - sia per la necessità di adeguare l'impianto di tali organismi all'autonomia scolastica e al sistema formativo integrato, sia per risolvere i problemi di sovrapposizioni di competenze tra i vari organi, già presenti nella normativa originaria ovvero emersi dalle recenti nuove attribuzioni - i disegni di legge inerenti la materia non sono mai riusciti a completare il loro iter nelle aule parlamentari.

(*) Componente Commissione istruzione, politiche educative ed edilizia scolastica Anci


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