Home  › Welfare e anagrafe

Infanzia e anziani: ai Comuni 2,5 milioni per monitorare i progetti – Domande entro il 30 settembre

di Roberta Giuliani

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Arrivano nuove risorse per accelerare i servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti: gli oltre 200 Comuni capofila dei progetti delle regioni «Convergenza» Campania, Puglia, Calabria e Sicilia avranno a disposizione 2,5 milioni di euro per il monitoraggio e la rendicontazione delle proposte già approvate. Le complesse procedure, ma soprattutto i tagli dell'ultima legge di stabilità hanno spinto il ministero dell'Interno, quale responsabile della gestione del programma nazionale (Pnscia) che si colloca nell'ambito del Piano d'azione Coesione (Pac), a stanziare risorse aggiuntive per assicurare assistenza tecnica specialistica agli Ambiti/Distretti socio-sanitari e socio-assistenziali per le attività di monitoraggio e rendicontazione.
«Questi finanziamenti – ha sottolineato il ministro Angelino Alfano – sono mirati a potenziare i servizi primari destinati ad alcune fasce più deboli della società, come quelle legate all'infanzia e agli anziani, in un'ottica di partecipazione concreta dello Stato alla vita dei territori. Con tali programmi, il Governo mette in campo, quindi, interventi aggiuntivi, rispetto alle risorse già disponibili, per dare immediato ristoro alle necessità e alle urgenze dei cittadini».

Il decreto
Con il decreto n. 5047/PAC del 6 agosto 2015 sono state assegnate una prima tranche di risorse, pari a 2,5 milioni dei 3.766mila a disposizione, destinate a operazioni di regia territoriale per l'acquisizione di supporto specialistico di rafforzamento tecnico amministrativo. Così si legge nell'allegato n. 1 del decreto che stabilisce obiettivi, dimensioni e modalità del riparto finanziario e che riporta al suo interno le tabelle dell'allegato A che contengono il riparto delle risorse Pac per distretto socio-sanitario per ognuna delle quattro regioni.
Per utilizzare queste risorse il legale rappresentate del Comune capofila degli Ambiti/Distretti dovrà aderire all'Azione standard di rafforzamento tecnico-amministrativo a supporto dei piani di intervento già approvati inviando entro il 30 settembre 2015 una domanda il cui modello è pubblicato all'interno delle Linee guida contenute nell'allegato n. 2 al decreto n. 5047.

Il Programma nazionale
La strategia del Programma nazionale servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti, avviato nel 2013 dal ministero per la Coesione e che inizialmente aveva durata triennale poi prorogata fino a giugno 2017, è quella di mettere in campo un intervento aggiuntivo rispetto alle risorse già disponibili per potenziare nei territori ricompresi nelle quattro regioni del Sud l'offerta dei servizi all'infanzia (0-3 anni) e gli anziani non autosufficienti (over 65), riducendo così l'attuale divario dal resto del Paese. I beneficiari del programma sono i Comuni, in quanto soggetti responsabili dell'erogazione dei servizi di cura sul territorio, che potranno accedere alle risorse dopo aver soddisfatto i requisiti organizzativi e progettuali richiesti dai piani territoriali di riparto.

I tagli alle risorse
La legge di Stabilità 2015 (commi 122 e 123 dell'articolo 1 della legge 190/2014) ha ridotto di oltre 102 milioni di euro la dotazione finanziaria iniziale di 730 milioni (400 per i servizi di cura all'infanzia e 330 agli anziani non autosufficienti) cosicché le risorse attuali ammontano a 627 milioni di euro. Questo taglio ha costretto l'autorità di gestione del Programma a rideterminare la ripartizione delle risorse e a emanare il decreto n. 557/PAC del 22 aprile scorso di modifica della vecchia suddivisione, oltreché ad affrontare i problemi di attuazione registrati sull'avanzamento delle realizzazioni dei Piani di Ambito approvati a valere sulle risorse del primo riparto e sulla relativa rendicontazione della spesa. Come si legge nelle premesse del decreto n. 5047, nelle sedute del Comitato operativo di supporto all'attuazione (Cosa) e del Comitato di indirizzo e sorveglianza (Cis), che hanno appunto esaminato gli effetti imposti dalla riduzione della dotazione finanziaria del Programma, è emersa anche la richiesta da parte di Regioni e Anci di assicurare «una percentuale di assistenza tecnica ad ogni singolo Ambito/Distretto, che dovrà essere rendicontata alla Regione sulla base dello stato di avanzamento della spesa, debitamente certificata, anche come ulteriore elemento oggettivo di conoscenza dello stato di avanzamento del Programma» con le necessarie «modifiche del SI.GE.CO (il sistema di gestione e controllo del programma, ndr) e i conseguenti atti successivi, anche di riparto».
L'emanazione del nuovo decreto si è resa quindi indispensabile per imprimere un'accelerazione ai progetti: con la nuova dotazione i Comuni potranno scegliere i consulenti esterni più idonei a supportarli nel monitoraggio e nella rendicontazione delle iniziative già approvate.


© RIPRODUZIONE RISERVATA