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Riduzione previdenziale in base al tetto massimo remunerativo

di Paola Rossi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

L'inps, con la circolare n. 153/2015, ha illustrato gli effetti della riduzione dei limiti retributivi sul calcolo dei trattamenti previdenziali. La riduzione dei trattamenti economici ha effetto sul calcolo delle prestazioni previdenziali di quiescenza, di fine servizio e fine rapporto, con riferimento alle anzianità contributive maturate dal 1° maggio 2014, per gli iscritti alla gestione dipendenti pubblici dell'Inps.
Il tetto, in vigore da maggio 2014, fissa il livello remunerativo massimo onnicomprensivo annuo di chi riceve emolumenti o retribuzioni a carico delle finanze pubbliche in 240mila euro. Il limite è quello riferito al primo presidente della Corte di cassazione.
La norma che ha previsto il massimo della remunerazione è l'articolo 13, comma 1, del Dl 66/2014, convertito con modificazioni dalla legge 89/2014 (Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale), in base alla previsione degli articoli 23-bis e 23-ter del Dl 201/2011, convertito, con modificazioni dalla legge 214/2011.
La circolare Inps di fine agosto 2015 fornisce le istruzioni operative, analizza la normativa vigente, ne stabilisce l'ambito di applicazione e spiega gli effetti del limite ai fini previdenziali per i soggetti appartenenti alla gestione Inps dipendenti Enti pubblici e Società partecipate con riferimento alle anzianità contributive maturate dal 1° maggio 2014.

Ambito soggettivo del tetto e…
Sull'ambito soggettivo di applicazione delle norme l'Inps sottolinea che dal 1° gennaio 2014 è stato previsto un allargamento della platea degli interessati. Infatti, l'articolo 1 della legge 147/2013 ai commi 471 e seguenti ha esteso il limite massimo retributivo anche ai rapporti di lavoro dipendente o autonomo con tutte le amministrazioni pubbliche e le Authority. Il tetto, infatti, era inizialmente applicato solo agli amministratori e ai dipendenti delle società non quotate sotto controllo del Mef e ai rapporti di lavoro dipendente o autonomo con le pubbliche amministrazioni statali. L'articolo 13 del Dl 66/2014 è intervenuto per ridurre la misura di tale limite.

…ambito oggettivo
Sull'ambito oggettivo va specificato che concorrono al raggiungimento del tetto remunerativo tutti gli emolumenti ricevuti in base a rapporti lavoro subordinato e autonomo. E scatta il cumulo degli emolumenti nel caso di più rapporti di lavoro intrattenuti con la medesima amministrazione o con diverse, e con enti e società.

La riduzione della previdenza
I trattamenti previdenziali interessati dalla riduzione sono le prestazioni pensionistiche, i trattamenti di fine servizio e di fine rapporto anche con denominazioni diverse dalle precedenti. La riduzione opera in riferimento alle anzianità contributive maturate a decorrere dal 1° maggio 2014. Infine, la circolare fornisce le necessarie indicazioni operative sulla liquidazione delle competenze nelle more dell'adeguamento dei sistemi gestionali.


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