Home  › Welfare e anagrafe

Anagrafe, estesa a tutti gli uffici dei Comuni la donazione di organi nella carta d'identità

di Roberta Giuliani

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La donazione degli organi e tessuti entra a pieno titolo nella carta d'identità: una direttiva congiunta dei ministeri della Salute e dell'Interno del 29 luglio scorso ha dettato le modalità operative per la manifestazione del consenso o diniego del cittadino all'atto del rilascio o rinnovo del documento.
A distanza dunque di due anni dalla disposizione del "decreto del Fare" (articolo 43 del Dl 69/2013 di modifica del Rd 773/1931) che ha individuato l'atto di emissione della carta come momento più accessibile per registrare la manifestazione di volontà in quanto consente di «raggiungere in modo progressivo e costante tutti i cittadini», arrivano per i servizi demografici comunali le linee guida operative e organizzative per la raccolta delle dichiarazioni durante il rinnovo della carta. Dichiarazioni che verranno poi trasmesse al sistema informativo dei trapianti (Sit) consultabile, per ciascun soggetto potenziale donatore in stato di accertamento di morte cerebrale, dai centri regionali dei trapianti in modalità continua 24 ore su 24. Oltre ai centri regionali e interregionali per i trapianti sono collegati al Sit il Centro nazionale dei trapianti e le Asl.
Dalla prima iniziativa «La donazione organi come tratto identitario» del 2010 in Umbria per arrivare al progetto pilota della stessa Regione partito il 23 marzo 2012 negli uffici anagrafici di Perugia e Terni, molti Comuni in questi ultimi anni hanno partecipato alla sperimentazione che ha permesso di comprendere l'impatto della nuova modalità di dichiarazione. I ministeri quindi «considerati gli esiti positivi» dei progetti hanno «valutato l'opportunità di una loro estensione a tutto il territorio nazionale».

La manifestazione di volontà
Il cittadino maggiorenne, se desidera esprimere, all'atto del rilascio o rinnovo della carta d'identità, il consenso o diniego a donare organi e tessuti, dovrà formalizzare la volontà presso il competente ufficio comunale, sottoscrivendo una dichiarazione (allegato A della direttiva). Questa dovrà essere resa in doppia copia: una sarà conservata agli atti di archivio, l'altra verrà consegnata al dichiarante come ricevuta che non accompagnerà necessariamente la carta d'identità.
L'ufficiale d'anagrafe dovrà riportare l'informazione fornita dal cittadino nell'ambito dei dati utilizzati nella procedura per l'emissione o rinnovo della carta d'identità. Il dato acquisito sarà inviato direttamente in modalità telematica al Sit unitamente alle informazioni anagrafiche del dichiarante e agli estremi del documento d'identità per consentire l'immediata consultazione del dato da parte dei Centri di coordinamento regionale dei trapianti.

Dati sensibili
Solo su espressa richiesta del cittadino il dato può essere riportato sul documento di identificazione nella quarta facciata del documento: in questo caso l'utente dovrà essere informato del fatto che la carta potrà essere rilasciata nuovamente solo per furto, smarrimento e deterioramento. Proprio su quest'ultimo punto si sono concentrate le osservazioni del Garante privacy, il quale ha sottolineato, nel parere del 4 giugno 2015 n. 333, l'esigenza di informare il cittadino della possibilità di modificare in qualsiasi momento la dichiarazione annotata sulla carta di identità, evidenziandogli anche i diritti riconosciuti dal Codice privacy.

Trasmissione dei dati
Il Garante ha chiesto inoltre, di migliorare e rendere più sicure le modalità tecniche di trasmissione dei dati tra Comune e Sit, nonché di ridurre il numero di informazioni trasmesse (tra le quali i dati personali dell'operatore che raccoglie la dichiarazione), sostituendole con l'indicazione della sede e dello sportello comunale.
L'interazione tra Sit e sistemi comunali è realizzata secondo i principi della cooperazione applicativa descritti nella specifica tecnica contenuta nell'allegato 4. La direttiva sottolinea che l'attivazione da parte dei Comuni richiederà più di 24 mesi dall'entrata in vigore della direttiva «considerata la quantità di dati che affluirà presso il Sit» e che la pianificazione e la progressiva attivazione da parte di Comuni verrà curata dal ministero della Salute e dal Centro nazionale trapianti d'intesa con Regioni e Comuni.

Informazione per i cittadini
Per la delicatezza del tema della donazione di organi e tessuti e per la rilevanza della scelta del singolo individuo sulla possibilità di cura dei pazienti in lista di attesa per il trapianto, la direttiva suggerisce ai Comuni «di supportare l'avvio della nuova modalità con una campagna informativa diretta ai cittadini» proponendo una linea di indirizzo riportata nell'allegato 2 della direttiva.
Dallo spot pubblicitario, alle attività dell'ufficio stampa, dai siti istituzionali dei Comuni ai materiali informativi, dalle lettere ai cittadini all'organizzazione di eventi sul territorio fino al coinvolgimento di testimonial locali: sono tante le attività che possono essere messe in campo per richiamare l'attenzione sulla novità della dichiarazione nella carta d'identità, ma anche per sensibilizzare la popolazione sul consenso alla donazione.

Formazione per gli operatori dei Comuni
Il Centro nazionale trapianti con i Centri regionali per i trapianti e le associazioni di settore cureranno la formazione degli operatori dell'ufficio anagrafe con incontri formativi, supportati da appositi materiali didattici. L'allegato 3 della direttiva raccomanda infatti che agli addetti comunali impegnati nella raccolta e registrazione delle dichiarazione dovranno essere garantite «conoscenze di base utili alla consapevolezza del processo di cui l'operatore in maniera parziale fa parte e ne diventa rappresentante». Il materiale per i referenti regionali della formazione potrà essere scaricato sul sito del Centro nazionale trapianti: una pagina in cui vengono anche raccolti tutti i materiali informativi necessari ai Comuni per avviare la procedura.


© RIPRODUZIONE RISERVATA