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Senza oneri la restituzione ordinata dal giudice di somme recuperate dall'Inps come indebiti

di Paola Rossi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

L'Inps con il messaggio n. 4747/2015 prende atto dell'intervento di nomofilachia delle Sezio riunite della Corte dei conti che hanno affermato che «in caso di accertata irripetibilità di somme indebitamente corrisposte al pensionato e fatte oggetto di recupero, le stesse devono essere restituite all'interessato limitatamente alla sorte capitale senza aggiunta di alcuna somma accessoria».

Il contrasto risolto
La sentenza della Corte dei conti a sezioni riunite la n. 11/2015/QM ha fornito la risposta al dubbio sollevato al fine di evitare contrasti di giurisprudenza sulla debenza o meno degli accessori sulle somme che siano state prima erogate al pensionato, ma poi oggetto di recupero dall'Inps in quanto indebito, e successivamente dichiarate irripetibili. Il quesito parte dall'ordinanza n. 12 del 2014 a cura della III sezione Centrale d'appello della Corte dei conti che chiedeva la soluzione della questione di massima riguardante la sorte, quanto alla spettanza di rivalutazione monetaria e interessi, di tali somme dapprima indebitamente erogate al pensionato a titolo di pensione, poi poste a recupero dall'Istituto come indebito pensionistico, e infine da restituirsi al pensionato in conseguenza di declaratoria di irripetibilità pronunciata dall'Autorità giudiziaria.

L'applicabilità del principio secondo l'Inps
Le sezioni Riunite hanno affermato il principio secondo cui «in caso di accertata irripetibilità di somme indebitamente corrisposte al pensionato e fatte oggetto di recupero, le stesse devono essere restituite all'interessato limitatamente alla sorte capitale senza aggiunta di alcuna somma accessoria».
L'Inps afferma che la pronuncia risolve le incertezze interpretative enunciando un principio di diritto la cui portata si estende a tutte le forme di indebito per le quali l'Istituto si è risolto, in via di autotutela, ad applicare una ritenuta sui trattamenti pensionistici, ricondotti a legittimità da provvedimento successivo, corrisposti ai pensionati e quindi anche nelle ipotesi in cui oggetto di ripetizione, poi paralizzata per via pretoria, siano state somme indebitamente erogate al pensionato a titolo di pensione definitiva.


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