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Legge sulla montagna, riparte l'iter in Parlamento con un nuovo testo

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Riprende alla Camera l'iter per l'approvazione del disegno di legge nazionale sui piccoli Comuni e la montagna. Il testo, depositato con le firme di oltre sessanta Parlamentari di tutti gli schieramenti, vede come primi firmatari i deputati Enrico Borghi, presidente nazionale Uncem, e di Ermete Realacci, past president di Legambiente.

Il nuovo testo
La scorsa settimana il comitato ristretto delle commissioni riunite Bilancio e Ambiente della Camera hanno elaborato un nuovo testo basedi 31 articoli, che raccoglie l'eredità del precedente Ddl Realaccie di un'altra proposta di legge sempre all'esame della commissione Ambiente della Camera, su cui il termine per presentare gli emendamenti è stato fissato alle ore 18 del 13 luglio.
«Questa non è una legge che prevede un aumento della spesa pubblica - commenta l'onorevole Enrico Borghi, presidente dell'intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna, relatore del provvedimento - Permette di recuperare risorse che altrimenti andrebbero perdute. E consente all'Italia di stare nel gruppo di testa dei Paesi che puntano sulla green economy. Il tessuto dei piccoli Comuni può innescare un processo di sviluppo vero dell'Italia, partendo dalle caratteristiche specifiche che ha il territorio».

Le misure d'intervento
Molte le misure previste dal disegno di legge: si va dalla promozione della cablatura e della banda larga nei piccoli Comuni all'incentivazione della residenza in montagna; dall'assicurare la qualità e la presenza dei servizi indispensabili come sanità, trasporti, istruzione, servizi postali, risparmio, agli interventi per il recupero dei centri storici a alla tutela del patrimonio ambientale. I Comuni potranno promuovere i prodotti tipici locali e indicare anche nella cartellonistica stradale le produzioni tipiche, così come si prevede di facilitare le procedure di cessione di beni immobiliari demaniali a favore di attività e organizzazioni del mondo del non profit. E grazie all'istituzione di un registro nazionale dei serbatoi di carbonio agroforestali potranno per certificare la gestione sostenibile delle foreste, dei suoli agricoli e delle attività di rivegetazione, anche in vista del raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto.
«L'iter parlamentare riprende - evidenzia Borghi - e c'è da sperare che questa sia la volta buona. Questa, infatti, è una normativa molto attesa, non perché da sola possa essere risolutiva dei problemi aperti, ma perché indica con chiarezza una direzione ed una politica: considerare i piccoli comuni non un peso per il nostro paese, un'eredità del passato, ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, le nostre qualità e costruire il futuro. Ci auguriamo la Camera proceda rapidamente con l'iter di approvazione e che altrettanto si faccia al Senato perché questa legge potrà essere uno strumento importante per un processo di valorizzazione della piccola grande Italia».


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