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Protezione civile, Anci: «Per scrivere norme si adotti metodo del “dialogo preventivo” con i Comuni»

di Giuseppe Pellicanò

«Nella scrittura dei provvedimenti di protezione civile va mutuato il metodo del “dialogo preventivo” sperimentato con successo nella riduzione della giungla normativa sui livelli di allertamento meteo. Anche grazie all'azione di Anci, adesso l'idea della collaborazione tra livello centrale regionale e locale comincia a funzionare». Lo ha sottolineato il sindaco di Catania e presidente del Consiglio nazionale Anci, Enzo Bianco, nel suo intervento alla presentazione del programma che la Protezione civile ha lanciato per migliorare le strategie per la riduzione dei rischi idrogeologico, sismico e vulcanico, rafforzando la governance e la cooperazione, in quattro regioni meridionali (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia).

Le sollecitazioni dell'Anci
«L'Anci – ha spiegato Bianco - ha chiesto qualche mese fa alla presidenza del Consiglio di promuovere una riunione della Conferenza Unificata per affrontare insieme il tema dell'emergenza meteo. C'era una vera giungla del sistema di allerta in tutta Italia, regioni con cinque, altre con quattro livelli, una situazione veramente insostenibile. Abbiamo ottenuto che si passasse gradualmente a tre livelli di allerta meteo e l'idea del dialogo preventivo comincia a funzionare», ha ricordato.
Il presidente del Consiglio nazionale Anci ha poi affrontato la questione della serenità con cui si deve lavorare in materia di protezione civile, auspicando come associazione una svolta importante sul punto. «Ormai, ogni volta che c'è un evento tragico nel Paese, siamo alla ricerca spasmodica di capire di chi è la responsabilità penale. Di vedere come aprire un'indagine penale e di vedere in contemporanea sui giornali addebitate responsabilità prima che sia fatto alcun livello di analisi», denuncia il sindaco di Catania. «Nel campo della protezione civile non si lavora senza serenità e dobbiamo trovare un modello di lavoro comune e di vero spirito di squadra. Così come abbiamo sperimentato oggi grazie al programma che è stato lanciato dal Dipartimento nelle quattro regioni del Sud», è l'auspicio dell'esponente Anci.
Infine, Bianco rispondendo alle sollecitazioni del ministro Galletti, si è augurato che prosegua il lavoro già avviato sul campo per destinare sempre maggiori risorse al tema della prevenzione. «A Catania finalmente abbiamo risorse adeguate per intervenire sul dissesto idrogeologico e su quello sismico. Ma il vero problema è quello di avere procedure più semplici perché passa un tempo interminabile da quando arrivano le risorse a quando si possono spendere realmente», ha concluso il presidente del Consiglio Anci.


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