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Intimidazioni sindaci, Decaro: «Situazione allarmante, il Governo non lasci soli gli amministratori in prima linea»

di Giuseppe Pellicanò

«Abbiamo rappresentato una situazione rispetto alla quale il ministro Minniti ha condiviso la nostra preoccupazione: un atto di intimidazione o minaccia a danno di un amministratore locale ogni diciotto ore richiede attenzione. A nome dei sindaci italiani ho chiesto al governo che non ci lasci soli. Ho chiesto di rafforzare l'osservatorio che si dedica a tenere le luci accese sul fenomeno. E ho chiesto norme che ci tutelino. Proprio in considerazione del nostro ruolo di terminali della Repubblica più esposti e sensibili, secondo l'efficace immagine dell'amministratore locale restituitaci dal presidente Mattarella». Lo ha affermato Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell'Anci, ieri al termine dell'incontro che una delegazione di primi cittadini pugliesi, oggetto di intimidazioni criminali, ha avuto al Viminale con il ministro dell'Interno Marco Minniti. Insieme al sindaco metropolitano barese, erano presenti il presidente di Anci Puglia Luigi Perrone e i sindaci Pasquale Chieco (Ruvo di Puglia), Nicola Gemmato (Terlizzi), Franco Tavaglione (Peschici) pesantemente minacciati negli ultimi giorni.
«Sono abbastanza soddisfatto dell'incontro – ha spiegato Decaro –, ci sono già alcune misure importanti da parte del governo che ha accettato emendamenti bipartisan al decreto Minniti; su altre misure richieste oggi, come l'inasprimento delle pene commutate per danno grave e il raddoppiamento dei turni di sospensione dalle candidature per gli amministratori coinvolti in fatti di criminalità, aspettiamo di ottenere un riscontro agli impegni presi».
«Abbiamo spiegato al ministro che i dati ci dicono che ogni 18 ore c'è una intimidazione nei confronti di un amministratore, quasi l'80% dei casi avviene al Sud e nelle isole, quasi il 90% sono amministratori comunali, e di questi la metà sono sindaci che sono terminale più sensibile e più esposto della Repubblica come dice il presidente Mattarella», ha ricordato Decaro.

Le richieste dell’Anci
Quanto alle richieste formulate durante l'incontro, il presidente Anci ha indicato innanzitutto il rafforzamento dell'Osservatorio regionale sulle infiltrazioni mafiose e l'illegalità, «cosa che avverrà – ha spiegato - con una norma apposita che andrà ad incidere sia sulla base provinciale di osservazione dei fenomeni sia sulle modalità che i prefetti adotteranno per comunicare i dati dell'osservatorio». Inoltre, «abbiamo chiesto un fondo di sostegno per i danni materiali subiti dagli amministratori locali e una norma che raddoppi l'impossibilità di candidarsi per due turni elettivi consecutivi nel caso di scioglimento dei Comuni per infiltrazione mafiosa».

Le iniziative
Venendo nello specifico alla situazione della Puglia, Decaro ha annunciato che a breve verrà istituito nel Foggiano un nuovo «reparto prevenzione crimine». Una risposta all'attentato che qualche giorno fa si è tenuto a San Severo in provincia di Foggia dove hanno sparato colpi di pistola contro auto della polizia parcheggiate davanti a un albergo.
Il presidente Anci si è comunque detto molto contento delle «risposte positive arrivate dal ministro Minniti sull'incremento del personale della polizia locale, perché tra ieri e oggi con la conversione in legge del decreto è stato previsto un incremento del turnover dal 25% fino all'80% per quest'anno, e dall'anno prossimo fino al 100%».
Decaro ha infine sottolineato la buona cooperazione instauratasi con il Viminale. Un rapporto che ha prodotto sia «la norma sull'equa distribuzione del flusso migratorio, che il decreto sicurezza migliorato in fase di conversione parlamentare con le misure sullo sblocco del turnover e sull'equo indennizzo per le forze di polizia locale, un'anomalia rispetto alle altre forze dell'ordine, eliminata – ha concluso Decaro – grazie all'impegno personale rispettato da Minniti».


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