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Terremoto, il presidente Anci: «Presto in Abruzzo nei territori colpiti dal sisma»

di Federica Demaria

«Verrò presto in Abruzzo per rendermi conto di persona delle difficili condizioni, che ben mi sono note, in cui vi muovete». Così il presidente dell'Anci Antonio Decaro in merito alla manifestazione dei sindaci abruzzesi, avvenuta ieri mattina in piazza Santi Apostoli, per porre l'attenzione sul problema dei Comuni colpiti non solo dal terremoto ma anche dall'emergenza maltempo.
Tra i sindaci abruzzesi presenti ieri alla manifestazione, il vicepresidente Anci e sindaco di Chieti Umberto Di Primio successivamente ricevuti dal vice presidente della Camera Marina Sereni e dal presidente della Commissione Ambiente della Camera dei deputati Ermete Realacci.

L’appello dei Comuni
«Se non avremo sostegno economico da parte del governo se non ci verranno riconosciute le somme che abbiamo anticipato per far fronte all'emergenza, credo che molti Comuni andranno in dissesto finanziario», ha dichiarato Di Primio rimarcando che adesso «è giunto il tempo che il governo ascolti l'urlo che viene dai territori per il tramite dei sindaci, altrimenti noi non andiamo da nessuna parte».
«Ai rappresentanti del governo – ha continuato il vicepresidente Anci – abbiamo espresso le esigenze dei nostri territori, sottolineando l'urgenza di una maggiore e fattiva chiarezza su norme, fondi e metodi di valutazione sulla vulnerabilità sismica».
«Ci vogliono - ha ribadito il sindaco di Chieti - norme chiare che diano ai sindaci maggiori poteri per poter appaltare le opere necessarie per la messa in sicurezza per il ripristino delle nostre strade e dei nostri territori; un unico metodo di valutazione sulle vulnerabilità sismiche affinché non ci sia differenza di valutazione del dato di vulnerabilità tra un comune e l'altro. Infine, abbiamo urgente necessità che ci sia lo sblocco dei fondi già deliberati da ministero dell'Ambiente per il dissesto idrogeologico e che, al momento, sono fermi tra pareri al Mef e pareri della Corte dei conti».

Le richieste
In merito alla condizione dei sindaci del teramano si è espresso anche il sindaco di Siena e delegato Anci ad Ambiente e Protezione civile, Bruno Valentini. Evidenziando come l'Anci, per la conversione del terzo decreto sisma alla Camera, ha già presentato un documento con corpose proposte emendative, formulate grazie al continuo lavoro di confronto svolto con i sindaci dei Comuni colpiti in maniera coordinata anche con l'Anci Abruzzo (vedi audizione alla Camera).
«Fra i temi principali – ha spiegato Valentini - semplificazioni e snellimenti di iter amministrativi, sospensione di termini per adempimenti fiscali e amministrativi, incentivi per le imprese, agevolazioni fiscali e sostegno alle fasce deboli, oltre all'estensione degli interventi di sostegno ai territori colpiti dall'ondata di maltempo di gennaio. Al di là degli interventi normativi, Governo e Regioni già dispongono degli strumenti utili a intervenire in risposta alle richieste dei territori».
«A questo proposito – ha ricordato il sindaco di Siena – è ancora sul tavolo del Governo la richiesta avanzata dall'Anci, proprio su sollecitazione dei sindaci abruzzesi, in merito alle verifiche di vulnerabilità sismica sugli edifici pubblici: i sindaci non possono essere lasciati davanti all'aut aut del chiudere o tenere aperta una scuola senza il supporto di regole certe. Siamo ancora in attesa dell'avvio del tavolo annunciato dal governo lo scorso primo febbraio per il confronto e coordinamento tra sindaci, presidenti delle Regioni e delle Province per pervenire definire provvedimenti omogenei per la decisione di eventuale chiusura delle strutture pubbliche e per le conseguenti determinazioni, dato che se si chiude una scuola o un ospedale dovremmo definire prima quali le soluzioni alternative».


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