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Disservizi e maltempo, Anci in audizione, Brucchi: «Enel risarcisca danni e avvii piano investimenti in sicurezza rete»

di Giuseppe Pellicanò

«Il riconoscimento dei danni diretti e indiretti subiti dalle comunità abruzzesi e dai singoli, da coprire con fondi straordinari ulteriori rispetto a quelli già previsti per gli indennizzi automatici, così come di quelli di immagine per l'intero territorio. Ma, soprattutto, l'impegno del governo e di Enel per avviare un piano immediato e concreto di investimenti per ammodernare e mettere in sicurezza l'intera rete di distribuzione regionale». Lo ha chiesto il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi partecipando ieri a un'audizione davanti le Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera sui disservizi di fornitura di energia elettrica nelle zone del centro Italia, a seguito del maltempo e dei fenomeni sismici dello scorso gennaio. Insieme a lui, a rappresentare le istanze dei primi cittadini abruzzesi, era presente anche il sindaco di Guardiagrele Simone Dal Pozzo.
«Quella che abbiamo vissuto nel teramano tra il 16 ed il 22 gennaio scorsi è stata una vera “tempesta perfetta”, a causa di una nevicata senza precedenti, dei blackout elettrici e delle fortissime scosse del 18 gennaio», ha ricordato Brucchi. Che ha poi criticato l'allarme lanciato nei giorni successivi dal presidente della commissione grandi rischi: «Il suo annuncio ha svuotato Teramo con il 40% dei miei concittadini che ha preferito scappare sulla costa».

Le denunce dei sindaci
Il sindaco teramano ha poi puntato il dito contro Enel, il cui intervento è consistito nella maggior parte dei casi, «nel posizionamento di gruppi elettrogeni presso le cabine di alimentazione segnalate». Un'attività «apparsa da subito disorganizzata e non coordinata – è la sua denuncia - muovendosi attraverso le segnalazioni di volta in volta pervenute dal territorio e senza mai avere reale contezza dell'entità del problema».
La mancanza di coordinamento ha avuto pesanti ripercussioni anche su «molti Comuni già impegnati e in difficoltà nel fronteggiare con i propri mezzi e il proprio personale l'emergenza neve e terremoto. Comuni che – ha stigmatizzato Brucchi - hanno dovuto provvedere a liberare spazi per permettere a Enel l'accesso alle zone di intervento, oltre ad assumersi l'onere di provvedere alla fornitura di gruppi elettrogeni, stufe e liquido di riscaldamento alla popolazione».
Da qui i dubbi espressi dal sindaco teramano: «Non è possibile che in un territorio come il nostro nel giro di due anni 2015-2017 si sia verificato tre volte lo stesso episodio di blackout completo. Questo vuol dire che Enel è assente come infrastrutture e che, soprattutto, del piano di investimenti da 220 milioni promesso nel 2015 è stato fatto poco o nulla».
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il suo collega di Guardiagrele. «In molti punti la rete di distribuzione è ancora composta da pali di legno che potrebbero essere spazzati da una piccola folata di vento», ha spiegato Simone Dal Pozzo stigmatizzando l'assoluta carenza di investimenti. Lo stesso sindaco ha auspicato un «pronto e puntuale risarcimento dei danni di immagine subiti dalla Regione che potrebbe essere particolarmente penalizzata sul piano turistico da quanto accaduto con la prolungata serie di blackout elettrici».
Infine, il sindaco di Teramo ha richiamato l'attenzione sul problema della diga di Campotosto. «Il grado di sicurezza dell'invaso è stato testato per una vulnerabilità sismica di 6,64 quando in zona ci aspettiamo un sisma anche di 7 gradi», ha ricordato. «Vogliamo capire bene cosa vuole fare il governo attraverso il ministero delle infrastrutture e l'Enel per assicurare la sicurezza dell'impianto e scongiurare i danni potenziali per l'intera vallata».


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