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Protezione civile, Decaro: «No scaricabarile su sindaci, dare loro fiducia in fase ricostruzione»

a cura della redazione Anci

«Quello innescato dalla Commissione grandi rischi, che non si capisce bene se vuole dare l'allerta o creare allarme, è un paradosso: si gioca allo scaricabarile con i sindaci, terminale di una filiera che, alla fine, li lascia completamente soli». Così Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell'Anci.

«Un sindaco – ha spiegato Decaro – è oggi messo nelle condizioni di dover gestire un'emergenza come quella del sisma e del maltempo senza avere né strumenti adeguati né norme a suo sostegno. Solo per fare un esempio, i Comuni sono gli unici responsabili delle verifiche sulla vulnerabilità sismica degli edifici pubblici, a partire dalle scuole. Ebbene, se il sindaco decide di chiudere le scuole e non succede niente, viene accusato di procurato allarme. Se invece tiene aperti gli edifici e questi crollano, rischia anche di finire in galera. Vogliamo regole certe che ci dicano come organizzarci – dice Decaro - non possiamo essere lasciati soli nella responsabilità delle scelte e nell'organizzazione dei territori. Non può essere un sindaco a chiamare le turbine spazzaneve da una altra Regione. Occorre un coordinamento a monte, da attivare in fase di allerta meteo. Per questo chiediamo un confronto e un coordinamento permanente con le Prefetture, in modo che tutte le istituzioni condividano le decisioni».

«La Protezione civile – ha aggiunto Decaro – ha fatto un lavoro straordinario sull'emergenza in queste settimane. Non possiamo però dimenticare gli altri tre pilastri su cui si fonda il sistema: previsione, prevenzione e ricostruzione. Su quest'ultima in particolare c'è ancora tanto lavoro da fare. Le istituzioni non possono affidarsi ai sindaci per le decisioni sulla vita delle persone e togliergli quella stessa fiducia nel processo della ricostruzione. Dobbiamo cambiare registro. È assurdo che oggi non si possano utilizzare procedure semplificate per consolidare o ricostruire gli edifici colpiti dal terremoto. Si tratta delle stesse procedure grazie alle quali abbiamo realizzato gli impianti per i mondiali di nuoto, solo per fare un esempio».


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