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Aree protette, Anci: «Testo di riforma è positivo ma più peso ai sindaci e si snelliscano le procedure»

di Giuseppe Pellicanò

«La riforma della legge quadro sulle aree naturali protette in discussione alla Camera come licenziata dal Senato va valutata positivamente nel suo complesso, perché dopo 25 anni riesce ad adeguare le disposizioni al mutato contesto normativo europeo e nazionale. Il provvedimento soddisfa in buona parte le aspettative dei territori, quanto alla necessità di coniugare le esigenze di tutela della biodiversità con elementi di semplificazione e innovazione normativa, inaugurando un modello di governance improntato su maggiore trasparenza, snellezza ed efficacia e soprattutto maggior rappresentanza dei territori. Tuttavia, come associazione proponiamo alcuni correttivi su alcuni aspetti che toccano da vicino la vita degli enti locali». Lo ha detto Massimo Depaoli, sindaco di Pavia e coordinatore Anci per le Aree protette, durante un'audizione davanti la commissione Ambiente della Camera sulle modifiche alla legge che disciplina la materia (la n. 394 del 6/12/91) (Vedi il documento presentato).
In apertura del suo intervento il sindaco pavese ha ricordato come «Comuni e sindaci hanno rappresentato un punto di riferimento importante per mantenere in vita i Parchi, alla luce delle difficoltà economiche degli ultimi anni». Da qui la necessità di «riconoscere nei nuovi consigli dei Parchi, accanto ai rappresentanti del ministero e delle associazioni ambientaliste e agricole, un ruolo importante anche ai sindaci, in quanto portatori degli interessi delle comunità».

Le proposte di modifica
Venendo al testo di riforma della legge quadro, Depaoli si è soffermato su due specifiche istanze di modifica. Innanzitutto ha chiesto a nome dei sindaci «di ampliare la possibilità per gli Enti parco di intervenire nella gestione della fauna selvatica con appositi piani di contenimento, che – ha sottolineato – devono essere previsti anche al caso di rischio di incolumità per le comunità in caso di proliferazione eccessiva degli animali selvatici come i cinghiali».
Accanto a questo nella valutazione del sindaco di Pavia appare importante che la legge riconosca «una maggiore partecipazione delle comunità locali alla gestione di Parchi e aree protette nella nomina del Presidente e, soprattutto, una maggiore coerenza tra pianificazione urbanistica e rimodulazione delle aree contigue ai parchi». Il tutto con l'obiettivo di arrivare a una semplificazione e una certezza dei tempi anche sui pareri di tipo paesaggistico. «Questo passaggio – ha spiegato il rappresentante Anci – sta molto a cuore ai Comuni, e non lo chiedono per fare scempio del territorio ma per permettere quei piccoli interventi di ristrutturazione per i quali oggi devono aspettare mesi».
Infine, Depaoli ha lanciato un appello al Senato perché il testo di testo di legge sui piccoli Comuni, votato all'unanimità dalla Camera, faccia il suo iter nella forma più veloce possibile. «Lo stiamo vedendo anche in questi giorni drammatici: il ruolo dei piccoli Comuni e dei sindaci nella gestione del terremoto e dell'emergenza è basilare. Permettere loro di vivere in Italia, data la conformazione del territorio, è fondamentale», ha rimarcato il coordinatore Anci per le Aree protette.


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