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Emergenza rifiuti in Campania, in attesa degli Ato raccolta e smaltimento spettano ai Comuni

di Mauro Calabrese

La lenta conclusione dell’emergenza rifiuti in Campania, con il passaggio transitorio della gestione del ciclo integrato dei rifiuti alle Province e la progressiva definizione degli Ambiti territoriali ottimali con i relativi Piani coerenti con il Piano regionale, non può derogare alle norme del Codice dell’ambiente che attribuiscono ai Comuni, nelle more del definitivo passaggio ai soggetti aggiudicatari, la competenza in materia di attività di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti e di smaltimento o recupero inerenti la raccolta differenziata.

Consiglio di Stato
Con la sentenza del Consiglio di Stato, sezione V, del 10 gennaio 2017, n. 45, i giudici hanno ribadito che anche nella gestione transitoria successiva alla fine dell’emergenza rifiuti in Campania e nelle more della definizione degli «Ambiti Territoriali Ottimali» dei rifiuti, la competenza ordinaria in tema di rifiuti urbani e assimilati spetta ai Comuni, secondo la normativa statale non derogabile dalle Regioni, non potendo, quindi, essere considerati nulli gli atti dei Comuni in materia di gare d’appalto del servizio.

In house provinciale
In tal senso, la decisione ha definitivamente respinto il ricorso proposto dalla società in house dei servizi ambientali della Provincia di Salerno contro l’aggiudicazione da parte di un Comune salernitano del servizio di conferimento dei rifiuti solidi urbani e la gestione dei rifiuti prodotti dall’impianto di depurazione comunale, fondato sulla tesi che spetterebbe solo alle Province e alle sue articolazioni la competenza in materia ai sensi della normativa per la cessazione dello stato di emergenza rifiuti nella regione Campania, che ha disposto il subentro delle Province in tutte le attività di raccolta, trasporto, trattamento, smaltimento, ovvero di recupero dei rifiuti indifferenziati.

Normativa regionale
A sostegno delle tesi della ricorrente, veniva richiamata la normativa statale che ha assegnato ai Comuni la gestione dell’intero ciclo integrato dei rifiuti, demandando alle Regioni la perimetrazione degli Ato, per l’esercizio in forma associata delle relative funzioni; la legge 5/2014 della Regione Campania ha, quindi, disposto lo svolgimento in forma «obbligatoriamente associata» del servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani da parte dei Comuni, con il passaggio entro la data del 1 gennaio 2016, salvo proroghe, agli Ato, previa approvazione del Piano d’Ambito, vietando nel periodo transitorio alle amministrazioni comunali di indire «nuove procedure di affidamento dei servizi».

Competenza statale
Secondo i giudici di Palazzo Spada, per il corretto inquadramento della vicenda, occorre ribadire che, alla luce delle scelte normative per la conclusione dell’emergenza in Campania, la legge statale ha optato per l’attribuzione alle Province del servizio di raccolta dei rifiuti urbani, senza tuttavia, nella fase transitoria, innovare il dettato dell’articolo 198 del Dlgs 152/2006, che assegna ai Comuni l’ordinaria competenza in materia di rifiuti e la relativa gestione, fino all’avvio del servizio da parte del soggetto aggiudicatario della procedura ad evidenza pubblica previsto dall’articolo 202 del Codice dell’Ambiente. Trattandosi di materia ambientale, riservata alla potestà legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell’articolo 117, primo comma, lettera s), Cost., tali disposizioni non sono derogabili da norme difformi di fonte regionale.

Regime transitorio
In conclusione, per il Consiglio di Stato, in conformità alla previsioni statali, la normativa della Regione Campania che prevede il «riordino del servizio di gestione rifiuti urbani e assimilati», nella fase transitoria prima dell’entrata in funzione degli Ato, non può derogare alla ordinaria competenza comunale sulla gestione delle attività di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti e di smaltimento o recupero inerenti la raccolta differenziata, sono salve, quindi, le procedure di affidamento a gara nel frattempo aggiudicate dalle amministrazioni comunali.

 


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