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Sicurezza urbana, Anci in Stato-Città: «Si valuti decreto, bene Minniti su coinvolgimento Comuni»

di Emiliano Falconio e Giuseppe Pellicanò

«Al ministro Minniti abbiamo chiesto di valutare nel merito il disegno di legge o decreto legge sulla sicurezza urbana, predisposto dal Viminale e già da qualche mese all'esame di Palazzo Chigi. È un tema che ci interessa moltissimo e i recenti accadimenti di Berlino confermano come siano tantissimi i bersagli possibili per i terroristi; proprio per questo occorre accrescere la capacità di controllo del territorio». Lo ha detto il sindaco di Catania e presidente del Consiglio Nazionale Anci, Enzo Bianco, a margine della Conferenza Unificata, tenutasi ieri al ministero per gli Affari regionali e successiva alla Stato-Città, svoltasi sempre ieri al ministero dell'Interno.
«Arginare, in questa fase, i molti comportamenti che suscitano allarme sociale nelle nostre comunità – ha detto Bianco – sarebbe utile anche alla sicurezza pubblica. I Comuni hanno dato la piena disponibilità al Ministro, che valuterà le modalità con cui i sindaci potranno partecipare all'aumento di sicurezza nel Paese. Il ministro dell'Interno – ha aggiunto Bianco riferendo i contenuti della Conferenza Stato Città di ieri mattina – si è impegnato a considerare con priorità le nostre richieste, che saranno discusse a breve in un incontro a cui parteciperà anche il presidente Anci Decaro».

Prospettive future
Nel corso della riunione al ministero dell'Interno, il presidente del Consiglio Nazionale «a nome mio e di tutti i sindaci» ha portato al neo ministro Minniti «i migliori auguri di buon lavoro. Come Associazione siamo molto disponibili a proseguire il proficuo confronto istituzionale avviato nell'ambito della Conferenza Stato-città. Ci auguriamo, tuttavia, che essa diventi anche il luogo del dialogo, ben al di là del parere da esprimere sui singoli provvedimenti».
Bianco ha quindi chiesto al titolare del Viminale «di valutare la possibilità che la Conferenza si riunisca tre o quattro volte l'anno per discutere in modo monografico di singole tematiche d'interesse egli enti locali». Il presidente del Consiglio Anci, dopo aver apprezzato le iniziative del ministro in tema di migranti e sicurezza, «tutte incentrate sulla logica del coinvolgimento dei Comuni", ha anche ribadito la disponibilità dell'Anci e dei sindaci a lavorare su questi due temi centrali per la vita delle comunità».
Il presidente del Consiglio Anci ha anche richiamato l'attenzione del titolare del Viminale su «alcune norme di natura finanziaria non inserite nel quadro della legge di bilancio 2017 a causa della sua rapida approvazione in Parlamento. Alcune di queste norme saltate – ha argomentato Bianco – potranno essere 'recuperate' in sede di decreto Milleproroghe. Ma su altre saranno necessari nuovi impegni per rispondere in pieno alle richieste avanzate dall'Associazione».

Il tema dell'immigrazione
Nel corso della riunione al Viminale, Bianco ha poi riferito di aver parlato con il ministro dell'Interno anche di immigrazione: «Lavoreremo insieme – ha detto – valutando iniziative anche legislative su una materia che ha bisogno di riconsiderare le attuali norme che la regolano, al fine di coniugare la domanda di sicurezza proveniente dai nostri cittadini con i principi fondamentali di accoglienza e integrazione».

Roma e Milano
Il presidente del Consiglio Nazionale Anci è infine tornato sulle situazioni vissute in questi giorni a Roma e Milano, ricordando la lettera aperta «firmata per primi da me e dal presidente Decaro, che ha avuto il sostegno di oltre 350 sindaci, in cui si chiedeva a Beppe Sala di tornare a fare il sindaco. Quella lettera – ha tenuto a precisare Bianco – non riguardava solo Sala ma sollevava una questione delicata su cui fermarci a riflettere: coinvolgere nella dura lotta politica gli amministratori locali, fino a chiederne le dimissioni solo per un avviso di garanzia, è una deriva che non giova al Paese, alla democrazia e alla reputazione sindaci. Chi sbaglia è giusto che paghi – ha aggiunto Bianco – ma deve essere lo Stato di diritto ad accertare le responsabilità e non processi sommari sulla stampa. L'appello è quindi rivolto a tutti – ha concluso il sindaco di Catania –, alle forze politiche, alle istituzioni e appunto alla stampa affinché si eviti di cadere in una vera e propria barbarie giuridica».


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