osservatorio anci-ifel

Immigrazione, Anci: «Chiara nostra proposta ora aspettiamo risposta viminale»

a cura della redazione Anci

«Negli ultimi anni i flussi migratori, per ragioni ben note, sono considerevolmente aumentati e questo ha creato in alcune aree del Paese disagio alle comunità e ai sindaci. L'Anci in questi mesi ha lavorato sempre con grande senso di responsabilità e tenendo presente l'impegno dei sindaci. Per questo l'associazione, già diversi mesi fa, ha sottoposto all'attenzione del Ministero dell'Interno un piano per una distribuzione più equa fra i Comuni, il rafforzamento delle commissioni per il riconoscimento dello status di rifugiato, la semplificazione delle procedure ed il miglioramento degli impatti del piano sui territori». Lo sottolinea Antonio Decaro, presidente dell'Anci e sindaco di Bari.

«L'Anci ha più volte fatto presente che l'attuale sistema di accoglienza non è sufficiente e non risponde alle esigenze dei comuni e dei territori – spiega Decaro -. La distribuzione dei profughi deve essere proporzionata alla popolazione residente, altrimenti si crea uno squilibrio che ricade sulla qualità dei servizi per i cittadini e per gli stessi migranti, che non possono essere spediti come pacchi in strutture ricettive e abbandonati».
«Per dare una risposta ai sindaci e per prevenire altre situazioni critiche – argomenta Matteo Biffoni, delegato Immigrazione Anci e sindaco di Prato – abbiamo proposto un piano che prevede l'impegno responsabile dei comuni, a patto che si risolvano le criticità dell'attuale gestione su descritta».
«I Comuni che presentano volontariamente progetti, non potranno essere destinatari di altri arrivi di profughi al di fuori delle percentuali stabilite, che si attestano sul rapporto di 2 profughi ogni 1000 abitanti, oltre ad essere beneficiari di un sistema di incentivi serio. Gradualmente - dichiara Biffoni - si potrebbe avere così un modello ordinato, sostenibile e controllato di accoglienza che diventi integrazione. Il nostro è un contributo per tutelare gli interessi dei Comuni».

«La competenza della gestione del fenomeno migratorio è statale – sottolinea Decaro - e sulla base di questo ci attendiamo che sia lo Stato a fare delle scelte chiare, che però non possono prescindere dalla partecipazione dei sindaci e delle comunità. Per questo il nostro sconcerto è ancora più forte davanti alle indiscrezioni di stampa che raccontano di un ‘piano' elaborato dal Viminale per superare i ‘muri' eretti dai sindaci, e contro la loro volontà. Questo significherebbe non riconoscere gli sforzi attuali che migliaia di sindaci fanno già sul fronte dell'accoglienza, nonostante le esigue risorse umane e finanziarie. L'Associazione nazionale dei comuni italiani può e deve lavorare per cambiare gradualmente il modello di accoglienza, non per estendere in tutto il Paese le storture del piano attuale».


© RIPRODUZIONE RISERVATA