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Inceneritori, non serve una nuova valutazione ambientale per modifiche non sostanziali

di Mauro Calabrese

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L’adeguamento dell’autorizzazione integrata ambientale all’esercizio di un impianto di incenerimento di rifiuti, come nel caso del termovalorizzatore di Bolzano, richiesta per il passaggio dalla categoria di impianto di smaltimento di rifiuti residui a impianto di recupero di energia, ricorrendo i requisiti previsti dalla legge, si basa sui dati effettivi rilevati dopo almeno un anno di esercizio della struttura, senza comportare una modifica sostanziale o un potenziamento che richiederebbero la rinnovazione della valutazione ambientale.

La sentenza del Tar
In tal senso si è pronunciato il Tar di Bolzano, sezione I, respingendo, con la sentenza 21 ottobre 2016, n. 294, il ricorso proposto da una associazione ambientale riconosciuta ai sensi e per gli effetti dell’articolo 13 della legge 349/1986 e inclusa nell’apposito elenco del ministero dell’Ambiente, contro il provvedimento dell’Agenzia provinciale per l’ambiente di Bolzano, Ufficio valutazione dell’impatto ambientale, di approvazione della modifica non sostanziale dell’autorizzazione integrata ambientale del locale termovalorizzatore dei rifiuti residui.
Con il provvedimento impugnato dall’associazione ambientale, la Provincia autonoma di Bolzano ha accolto l’istanza di adeguamento dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l’esercizio dell’impianto da parte della società pubblica in house di gestione, con il passaggio dalla iniziale qualifica di «impianto di smaltimento (D10)», ai sensi dell’Allegato «B» «Operazioni di smaltimento» alla Parte IV del Dlgs 152/2006, a quella di «impianto di recupero (R1)» di energia, ai sensi del successivo Allegato «C» «Operazioni di recupero» alla Parte IV del medesimo Codice dell’ambiente.

Verifica della qualifica degli impianti
Nel respingere le obiezioni della ricorrente, incentrate sulla natura di modifica sostanziale del disposto adeguamento di qualifica dell’impianto di incenerimento, che avrebbe richiesto la reiterazione della intera procedura di Valutazione dell’impatto ambientale (Via) dell’opera, i giudici amministrativi rilevano come la verifica della qualifica degli impianti in esercizio sia prevista dall’articolo 35 del Decreto Sblocca Italia (decreto-legge 12 settembre 2014 n. 133), che demanda alle amministrazioni competenti l’accertamento della sussistenza dei requisiti per la classificazione quali impianti di recupero energetico R1, con relativo adeguamento delle rispettive Aia.

Modifica sostanziale
Per il Collegio, la Conferenza dei servizi in materia ambientale, a fronte dell’istanza di cambiamento della qualifica, ha correttamente qualificato l’adeguamento dell’Aia quale modifica «non sostanziale» dell’impianto, in linea con quanto previsto dall’articolo 5, comma 1, lettera l-bis) del Dlgs. n. 152/2006, per cui è «sostanziale» la modifica di un progetto, opera o di un impianto che comporti variazione delle caratteristiche o del funzionamento ovvero un potenziamento, tali da generare, secondo l’autorità competente, «effetti negativi e significativi sull’ambiente», come il superamento dei valori soglia previsti dal Codice dell’ambiente per ciascuna tipologia di attività.

Requisiti del progetto iniziale dell'opera
Nel caso dell’inceneritore di Bolzano, invece, la Conferenza competente in materia ambientale ha correttamente rilevato che l’adeguamento della qualifica come impianto di recupero energetico «R1» non abbia comportato alcuna rilevante variazione delle caratteristiche o del funzionamento ovvero un potenziamento dell’impianto, senza, quindi, generare alcun effetto negativo e significativo sull’ambiente, in mancanza di incrementi dei valori delle grandezze oggetto di soglia, in quanto già in fase progettuale tale struttura era concepita e autorizzata per massimizzare l’efficienza energetica, attraverso il «recupero energetico del calore prodotto».

Formula di efficienza energetica
Ribadito come gli obiettivi di riduzione della quantità dei rifiuti attraverso l’utilizzo del calore dall’incenerimento dei rifiuti, fossero previsti già dal piano di gestione rifiuti della Provincia autonoma di Bolzano e dal progetto iniziale dell’opera, il Tar rileva come ai sensi delle Linee guida sulla qualifica R1 «formula sulla efficienza energetica per gli impianti di incenerimento», di cui all’allegato II «Operazioni di recupero» della Direttiva 2008/98/UE, la verifica della classificazione degli impianti di recupero, in quanto subordinata al raggiungimento di standard minimi energetici prestazionali, possa avvenire esclusivamente sulla scorta dei dati di esercizio raccolti per almeno un anno.

Conclusioni
In conclusione, è corretto il provvedimento di adeguamento dell’Aia per il passaggio della qualifica dell’impianto di incenerimento di rifiuti, da smaltimento a recupero di energia, basato sulla concreta verifica del possesso, sin dalla progettazione e dal concreto esercizio, dei requisiti prestazionali previsti dalla normativa e senza comportare la realizzazione di interventi strutturali o potenziamenti, causa di impatti ambientali rilevanti.


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