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Terremoto, Anci in audizione al Senato: «C'è unità di intenti, Anci vigilerà e monitorerà contenuti decreto»

di Emiliano Falconio

«Finalmente le forze politiche hanno saputo ritrovare, di fronte a un dramma come questo, un'unità di intenti rara di questi tempi ed abbiamo avvertito una condivisione che fa ben sperare per la capacità del Paese di stare vicino alle popolazioni colpite». Così il sindaco di Siena e delegato Anci alla Protezione civile, Bruno Valentini, ieri al termine dell'audizione dell'Anci davanti alla Commissione Bilancio del Senato che ha ascoltato i sindaci in merito al decreto legge 189 varato dal governo per interventi urgenti in favore di Comuni e popolazioni colpite dal sisma.
«Se, come crediamo ed auspichiamo tutti, il Governo saprà assicurare risorse adeguate e procedure semplificate – ha detto Valentini – la ricostruzione è concretamente possibile, nonostante le immani proporzioni della tragedia, che costringerà a valutare l'agibilità di circa 200mila edifici. I sindaci – ha riferito Valentini – hanno chiesto di avere garanzie sul loro ruolo, anche rispetto al recupero dei beni culturali, e sul personale disponibile (segretari comunali compresi) per rendere effettiva la continuità amministrativa, che in alcune realtà è compromessa persino dalla distruzione fisica dei Municipi. Anci ha presentato diversi emendamenti che oltre a supportare l'espletamento delle pratiche e l'autonomia finanziaria delle Amministrazioni tendono ad agevolare i risarcimenti per le famiglie e le aziende».

Le proposte dell'Anci
Nel dettaglio del documento presentato ai commissari la delegazione Anci, composta oltre che dal sindaco di Siena dai sindaci di Norcia Nicola Alemanno, di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci, di Accumoli Stefano Petrucci e di Senigallia Maurizio Mangialardi, ha indicato gli emendamenti principali al decreto che nel giro di dici giorni dovrebbe essere approvato da Palazzo Madama.
Per quanto riguarda i Comuni del cratere, Anci ha chiesto la possibilità per il commissario di rivederne il numero, basando l'elenco sulle effettive valutazioni sul censimento dei danni, inoltre è stato chiesto l'inserimento nei comitati istituzionali per la ricostruzione di una figura di raccordo di un ente fuori cratere da individuare nei Comuni delle quattro Anci regionali coinvolte dal sisma.
Sollecitate poi facilitazioni per l'assunzione di personale per tutte quelle attività, tipo procedure rilievo danno, contributi per autonoma sistemazione, servizi sociali e assistenza educativa educativa che già in condizioni di ordinaria amministrazione creano disagi nei piccoli Comuni colpiti.
I rappresentanti dell'Associazione hanno fatto un appello affinché gli enti coinvolti possano sciogliere le convenzioni in atto in materia di funzioni associate: un segretario comunale ogni due giorni – è il ragionamento dei sindaci – non è sufficiente ad assolvere tutte le funzioni necessarie nelle condizioni di emergenza come quelle che vivono oggi i Comuni colpiti.
Per ciò che riguarda gli immobili classificati agibili Anci ha chiesto che venga riconosciuto anche per questi un contributo per la messa a norma, essendo in molti casi agibili ma seriamente danneggiati nelle parti non strutturali (tipo tetti e coperture) o nelle impiantistiche delle utenze che dovranno tutte essere controllare se non ripristinate.
Infine sono state richieste agevolazioni fiscali come ad esempio l'istituzione di zone franche urbane, la possibilità per i lavoratori delle zone colpite di percepire la cosiddetta busta paga pesante (da corrispondere al lordo delle imposte) e la compensazione del gettito fiscale Imu-Tasi su cui i Comuni, che per la maggior parte dei Comuni colpiti rappresenta l'entrata prioritaria per chiudere i bilanci.

La tutela dell'Associazione
«È importante – ha aggiunto ancora Valentini – che dopo l'interesse generale suscitato dalla grande emozione collettiva, non venga meno l'impegno dello Stato e non si diffonda scoramento e timore di essere dimenticati. La voce dei sindaci non si affievolirà e non cesseranno di tutelare la propria gente. Anci seguirà l'iter del vecchio e del nuovo decreto per monitorare contenuti, stanziamenti ed applicazione effettiva. Finora gli impegni sono stati all'altezza della complicata sfida, litigando anche con l'Europa – ha chiosato Valentini – ma il difficile viene adesso».


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