osservatorio anci-ifel

Immigrazione, Anci alla Camera: «Risorse strutturate e sblocco turn over per accoglienza più efficace»

di Emiliano Falconio

«Strutturare le risorse da dedicare ad accoglienza e gestione dei migranti e al contempo ammorbidire le norme sul turn over del personale, soprattutto per quanto riguarda i settori dei servizi sociali, dell'anagrafe e della Polizia locale. Aggiungendo questi due tasselli alla clausola di salvaguardia diramata dal Viminale lo scorso 11 ottobre, che non prevede arrivi per chi accoglie tramite Sprar, i Comuni potrebbero gestire in maniera più efficace il fenomeno degli sbarchi che, sottolineo, non è un'emergenza ma una condizione con cui dovremo avere a che fare da qui ai prossimi venti anni». Così il sindaco di Prato e delegato Anci all'Immigrazione, Matteo Biffoni, ieri al termine dell'audizione dell'Anci presso la Commissione parlamentare bicamerale d'inchiesta sui migranti.

Gli sbarchi
«La situazione attuale degli sbarchi – ha ricordato Biffoni ai commissari – è gestita in parte dallo Sprar, che gestisce circa 26mila migranti e per il resto dal canale prefettizio dei Cas che ne accoglie circa 140mila. Dobbiamo fare un percorso per cui questi numeri si invertano e il sitema Sprar diventi il principale canale di accoglienza. Voglio ricordare – ha precisato Biffoni – che a Goro, dove in queste ore c'è tensione per la scelta della Prefettura di inviare migranti, c'è un classico esempio di Cas. Usciamo quindi da questa logica emergenziale e proviamo a dare ordine ad una situazione che rischia di sfuggire di mano e creare tensione sul territorio e nelle comunità». «Ridare centralità alle amministrazioni comunali nella gestione del fenomeno – ha quindi ribadito Biffoni –, tramite progetti Sprar di qualità anche per trovare soluzione all'altro grande tema: quello dei minori stranieri non accompagnati. Attualmente – ha ricordato ancora il delegato Anci - sul nostro territorio ce ne sono circa 20 mila di cui gran parte nella fascia di età tra i 15 e i 17 anni anche se una fascia importante è costituita da quella che va dagli 0 ai 6 anni».

I minori
Quella sui minori è una competenza piena dei sindaci ma dati i numeri «è una competenza da riparametrare tramite l'innalzamento delle risorse, perché i 45 euro attuali a minore non sono sufficienti, e una maggiore fluidità negli strumenti di legge, ad esempio per ciò che riguarda gli affidamenti familiari. Chiediamo poi più centri specializzati anche se su questo il ministero dell'Interno ha già dato le prime risposte impegnandosi per la costituzione di 12 Centri 'ad hoc' per minori».
«L'interesse dei commissari sul tema – ha concluso Biffoni – è molto alto. Presto ci incontreremo di nuovo, per mettere in pratica quanto esposto nell'audizione di questa mattina, così da cercare soluzioni sistemiche ad un tema importante e molto delicato».


© RIPRODUZIONE RISERVATA