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I Comuni e il sostegno ai Festival dell'arte di strada

di Vincenzo Santoro (*)

L'Italia vanta una importante tradizione nella cosiddetta "arte di strada". Fin dai secoli più remoti infatti le piazze e le strade delle nostre città sono state lo scenario ideale per spettacoli di vario genere. Ma solo negli ultimi anni sono emerse delle iniziative – spesso dall'incontro tra gli operatori del settore e alcuni amministratori comunali più illuminati - che si ponevano l'obiettivo di restituire i luoghi pubblici alla fruizione collettiva, attraverso il loro riuso come contenitori di arte di strada, anche solo per lo spazio di pochi giorni. Sono così nati, nella seconda metà degli anni ‘80, i «Festival degli artisti di strada», a partire dalle prime esperienze di quelli che tuttora restano gli appuntamenti italiani più importanti: «Mercantia» a Certaldo e il «Ferrara Buskers Festival».
Oggi i festival e le rassegne sono diventate più di 250, diffusi su tutto il territorio nazionale. Queste manifestazioni coinvolgono centinaia di artisti e decine di migliaia di appassionati, costituendo anche degli importanti strumenti di sviluppo turistico per le città ospitanti.
Delle prospettive di questo vivace settore si è discusso il 30 settembre scorso, al convegno «Festival Città: semplificare, sostenere, fare rete», organizzato dal Comune di Certaldo e da Anci.

I finanziamenti
Nel corso dell'iniziativa, diversi interventi hanno cercato di descrivere una realtà dinamica e in continua evoluzione, che da pochi anni, grazie anche all'impegno di Anci, ha cominciato a usufruire del sostegno del Fondo unico per lo Spettacolo: per il 2015 sono stati finanziati 7 festival. Sulla necessità di incrementare l'intervento economico statale (per ora comunque molto basso: lo 0,025% circa del totale FUS, che attualmente ammonta a 406.229.000 euro) si sono soffermati molti dei relatori. In particolare, Alessio Michelotti, direttore dell'Associazione nazionale Arti Performative, nel presentare un accurato studio sul settore, ha insistito sulla necessità di semplificare le procedure per l'accesso a questi fondi, che oggi appaiono molto farraginose, anche perché mutuate da settori dello Spettacolo con specificità molto diverse. Giuseppe Boron, presidente FNAS, ha invece proposto di qualificare i finanziamenti ai festival passando gradualmente dal sostegno ad eventi che durano pochi giorni a iniziative che coinvolgano le comunità per tutto l'anno.

Le questioni da approfondire
Altre questioni che sono emerse riguardano la necessità di una maggiore tutela sia della professione che del libero esercizio dell'arte di strada, la promozione di una nuova legge sul teatro di strada per l'accesso e la valorizzazione della libera espressione negli spazi urbani, la modifica della regole relative a Inail, Enpals e Siae in modo che siano più adatte alle peculiarità di questi «liberi professionisti dello Spettacolo».
Nel suo intervento il Sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini, ha sostenuto l'importanza per l'economia del Comune toscano del festival Mercantia, che secondo uno studio in corso di ultimazione produrrebbe in cinque giorni di spettacoli circa 800mila euro di indotto, ma ha anche ribadito la necessità di un maggiore sostegno delle istituzioni regionali e nazionali agli enti locali organizzatori, che spesso vengono lasciati soli a gestire problematiche anche molto complesse.
Gli argomenti emersi nel convegno saranno raccolti in un documento, che verrà discusso con gli addetti ai lavori e gli altri Comuni interessati e portato all'attenzione del ministero dei Beni Culturali.

(*) Responsabile Dipartimento Cultura e turismo Anci


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