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Anci: «Queste le nostre proposte, disponibilità piena dei sindaci al progetto»

di Emiliano Falconio - A cura della redazione Anci

Consentire ai Comuni di scomputare le risorse per la messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico dai saldi di bilancio; adeguamento antisismico sugli immobili pubblici e privati; risanamento del dissesto idrogeologico locale; sostegno alle strutture tecnico-amministrative dei Comuni; semplificazioni normative; banche dati sulle caratteristiche degli immobili; finanziamento stabile per la riqualificazione delle periferie. Sono questi i principali punti portati all'attenzione del governo da Anci che, guidata dal presidente Piero Fassino, ha partecipato ieri mattina alla prima riunione del programma «Casa Italia», avviato dal governo in seguito al sisma che il 24 agosto scorso ha colpito il Centro Italia.

Azioni in programma
Nel corso dell'incontro - svoltosi a Palazzo Chigi alla presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e del rettore del Politecnico di Milano Giovanni Azzone – Fassino ha quindi illustrato quali, secondo i sindaci, devono essere le azioni principali da mettere in campo. «Chiediamo di poter assumere il personale necessario – ha spiegato Fassino – con le deroghe ai blocchi delle assunzioni. Abbiamo poi proposto una semplificazione delle procedure amministrative per la messa in sicurezza degli edifici, che spesso sono burocraticamente lunghe e farraginose, e questo cozza con la necessità di fare in modo che interventi siano tempestivi. Infine abbiamo posto il tema di una banca dati aggiornata di carattere nazionale sugli interventi fatti e che via via si attiveranno, per un lavoro di monitoraggio, l'Anci è disposta insieme a governo e Regioni alla sua realizzazione».
Il presidente Anci ha poi riferito di «condividere l'approccio del governo che punta a rendere organici gli interventi di qualificazione, modernizzazione e sistemazione dell'assetto del territorio. In questi anni il governo ha varato progetti per la riqualificazione, come quello sulla scuola e sulle periferie, oggi però con Casa Italia si fa un salto di qualità per la qualità dell'assetto edilizio del nostro Paese».

La via della ricostruzione
Tornando al programma Casa Italia, l'Anci ha rimarcato al governo la necessità di elaborare un programma specifico di ricostruzione che deve partire da una verifica seria e puntuale delle esperienze passate, a partire da quella de L'Aquila, con l'obiettivo di definire quelle correzioni di metodo che consentano di varare e realizzare un piano che dia risultati importanti. Inoltre alla definizione di strumenti di ricognizione e macro-programmazione per il riconoscimento delle priorità bisognerebbe prevedere strumenti di aggregazione e omogeneizzazione degli interventi, da concepire per ambiti territoriali, al cui interno definire priorità su scala locale. Nel corso della riunione, infine, il presidente Fassino ha dato la piena disponibilità di Anci a candidarsi come guida dei processi attuativi del programma 'Casa Italia', in linea con la mission principale dell'Associazione che è di assistenza e supporto tecnico-operativo per i Comuni italiani.


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