Home  › Territorio e sicurezza

Centralizzate le risorse per la messa a norma delle discariche abusive

di Mauro Calabrese

Al fine di assegnare la necessaria dotazione finanziaria al Commissario straordinario del Governo nominato per la definitiva messa a norma delle discariche abusive oggetto della sentenza di condanna della Corte Ue, il decreto legge sulle risorse degli enti territoriali revoca tutti i finanziamenti già stanziati e anche se già trasferiti alle amministrazioni regionali e locali, venendo meno ogni vincolo di destinazione, si procederà, quindi, all’accentramento delle risorse in un apposito fondo speciale presso la Tesoreria dello Stato.

Le risorse
Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del Dl 24 giugno 2016, n. 113(Gu 164 del 24 giugno 2016), il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare provvederà a trasferire nell’apposito conto tutte le risorse disponibili previste del Piano straordinario di bonifica delle discariche abusive individuate dalle competenti autorità statali in relazione alla procedura di infrazione comunitaria n. 2003/2007, così come faranno le Regioni assegnatarie di fondi Cipe o di risorse ordinarie del Ministero, anche se già trasferite nei bilanci regionali, finanziando così gli interventi di adeguamento delle discariche abusive da parte del Commissario nominato in conformità del potere sostitutivo previsto dal comma 2-bis dell’articolo 41 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, introdotto con la Legge di Stabilità 2014, proprio al fine limitare l’esposizione dello Stato al pagamento delle penalità imposte dalla Corte di Giustizia europea.

La condanna UE
Le risorse accentrate, per le quali decade quindi ogni vincolo di destinazione iniziale, sono destinate a un più veloce adempimento degli obblighi imposti dalla Sentenza di condanna della Corte di giustizia dell'Unione europea del 2 dicembre 2014 relativa alla procedura di infrazione comunitaria n. 2003/2007, originata dalla presenza sul territorio italiano di oltre 200 discariche abusive, che ha imposto all’Italia il pagamento di una sanzione forfettaria di 40 milioni di euro e di una penalità semestrale di 39.800.000 euro fino alla completa regolarizzazione delle discariche illegali. Attualmente, dai dati riferiti dal Ministero dell’ambiente, risultano ancora soggette alla procedura di infrazione 155 discariche, con una rilevante riduzione delle penalità semestrali imposte, pari a 200 mila euro per ciascuna discarica contenente rifiuti non pericolosi e 400 mila euro per ciascuna discarica contenente rifiuti pericolosi.
Per la corretta esecuzione delle prescrizioni della sentenza, ha però chiarito la Commissione europea, non è sufficiente garantire che nei siti oggetto della condanna non siano più depositati rifiuti o che i rifiuti già depositati siano gestiti in conformità alla normativa Ue in materia, ma occorre anche verificare che i rifiuti non abbiano inquinato il sito e, in caso di inquinamento, eseguire le attività di messa in sicurezza o bonifica del sito ai sensi dell’articolo 240 del Codice dell’ambiente.

Interventi di bonifica
L’articolo 22 del Dl 113/2016 prescrive, inoltre, che entro il 30 settembre 2016 il Commissario straordinario provvederà a relazionare il Cipe sullo stato delle risorse trasferite alla contabilità speciale, provvedendo, inoltre, annualmente, a comunicare al Ministero dell’economia e delle finanze l’importo delle risorse finanziarie impegnate per la messa a norma delle discariche abusive.
Anche le amministrazioni locali e regionali potranno contribuire alla realizzazione delle attività necessarie per mettere a norma le discariche abusive, attingendo alle proprie risorse finanziarie, previa sottoscrizione di specifici accordi con il Commissario straordinario, salvo sempre l’esercizio del potere di rivalsa da parte dell’amministrazione statale nei confronti degli Enti locali responsabili delle operazioni di bonifica.


© RIPRODUZIONE RISERVATA