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Nicotra: «Da Anci no a programmi straordinari, servono politiche organiche e stabili»

di Giuseppe Pellicanò - Redazione Anci

«Condividiamo la scelta di governo e Parlamento che con il Bando voluto dalla legge di Stabilità hanno deciso di investire in modo forte sulle periferie. Ma come associazione riteniamo che non si deve parlare tanto di un programma straordinario, quanto di una politica stabile e continua nel tempo. Per questo lavoreremo, sia a livello tecnico che politico, per stabilizzare politiche di riqualificazione, rigenerazione e sicurezza urbana per estenderle anche ad altri Comuni, al di là di quelli ora previsti dal Bando». Lo ha sottolineato il segretario generale Anci, Veronica Nicotra, aprendo ieri i lavori del seminario sul Bando su riqualificazione periferie: opportunità per ripensare la trasformazione urbanistica delle città, che si è svolto in Anci.

Il valore sociale del bando
Nicotra ha ricordato il valore sociale dell'iniziativa del bando, nato proprio per dare risposte alle tensioni sociali delle periferie, partendo proprio dal recupero e dalla riqualificazione di spazi pubblici abbandonati. «Il bando non è che un tassello di un'azione più generale che l'Anci persegue per offrire ai sindaci il maggior numero di strumenti di intervento. Azione che si sposa – ha spiegato – con il decreto legge sulla sicurezza urbana in via di approvazione da parte del governo, che assicurerà nuovi poteri di regolazione sui fenomeni del degrado urbano e sociale».
«Questa lanciata dal bando sulle periferie è sicuramente una sfida che i Comuni dovranno dimostrare di cogliere al meglio. Ma credo – ha rivendicato il segretario generale dell'Anci – che in Italia, malgrado la crisi economica, ci sia nelle nostre città ancora un discreto livello di tenuta sociale, da noi non ci sono piccole Molembeek. E questo grazie all'impegno portato avanti dai sindaci che, partendo ora delle opportunità offerte dal bando, potranno costruire un modello italiano di Comune capoluogo da proporre a livello europeo», ha auspicato Nicotra.

La banca dati dei progetti
Quanto poi all'accompagnamento che Anci si propone di assicurare ai Comuni sul bando, il segretario generale ha annunciato che sarà costituita una banca dati dei progetti presentati. «A prescindere dal loro finanziamento, li analizzeremo mettendoli in rete visto che – ha ribadito – il nostro obiettivo è quello di alimentare una forte politica nazionale su questi temi». Analoga attenzione verrà dedicata agli aspetti di sostegno finanziario, considerato che «uno dei criteri scelti dal bando è quello della capacità dei singoli progetti di mobilitare risorse private. Per questo motivo – annuncia Nicotra – abbiamo concluso un accordo con Acri e un altro abbiamo intenzione di definirlo con il Credito Sportivo».

Partnership tra pubblico e privato
Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno e delegato Anci alla finanza locale, parte invece dalla disamina dei rapporti tra periferie e centro città. «La crisi economica degli ultimi anni ha logorato l'autonomia finanziaria dei Comuni che si è riverberata sulle periferie più distanti dal centro cittadino. Questa crisi non è solo messa in risalto dalla caduta verticale degli investimenti comunali, meno 40% dal 2007, ma ha anche provocato il deteriorarsi progressivo del rapporto tra le periferie e la cosiddetta "città pubblica"».
Di fronte a questo scenario Castelli e sostiene l'idea Anci di un approccio sistemico alle politiche per le periferie. «La rigenerazione urbana dovrà orientarsi su una idea strategica, che viene esemplificata dai criteri di valutazione dei progetti, da considerare come i canali lungo si dovrà svolgere l'azione delle singole amministrazioni locali». Da questo punto di vista, il delegato Anci alla Finanza locale si sofferma sulla capacità di sviluppare partnership tra pubblico e privato. «Le azioni per riqualificare le periferie non possono essere più quelle degli anni 70, tutte imperniate sugli investimenti pubblici. Bisogna sviluppare un discorso più articolato coinvolgendo al massimo anche gli investitori privati», ha spiegato Castelli.

Il supporto di Anci e Ifel
L'esponente Anci ha poi auspicato il massimo impegno dei Comuni per cogliere le opportunità offerte dal bando. «Il suo successo finale non sarà solo quello delle singole amministrazioni locali, ma delle autonomie nel loro complesso che anche grazie a questa iniziativa – ha sottolineato il sindaco ascolano – potrà recuperare spazio e autorità politica nel sistema Paese».
Infine, Castelli ha garantito il massimo impegno sia di Anci che di Ifel nel supportare i Comuni che presenteranno progetti. «Il nostro sforzo si dovrà concentrare soprattutto sulla capacità di rendere gli aspetti burocratici compatibili con il criterio dell'immediatezza degli interventi. Dovremo muoverci tra la Scilla dell'Anac e la Cariddi del Consiglio di Stato. Ma l'associazione – conclude il delegato Anci – farà di tutto per sostenere quel frammento della filiera finale da cui dipende alla fine il buon successo dell'iniziativa del Bando».


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