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Valida la multa prestampata e non firmata

di Federico Gavioli

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 12160 del 14 giugno 2016, ha affermato che nel caso di infrazione stradale rilevata a distanza, la multa inviata tramite sistemi meccanizzati, priva di sottoscrizione autografa e sulla quale non è prestampata l'intestazione dell'ufficio è ugualmente valida; la multa stradale, nel caso in esame, era stata inviata da una ditta privata che collaborava con il Comune.

Il caso
Il ricorrente si era lamentato, in sede amministrativa e giurisdizionale, che l'atto sanzionato era privo di sottoscrizione autografa e l'intestazione dell'ufficio o comando non risultava affatto prestampata, quanto direttamente prodotto, confezionato e spedito dal personale di una società privata che collaborava con la ditta incaricata di inviare le multe stradali ai contribuenti per conto del Comune.

L'analisi della Cassazione
Per la Cassazione è infondata la censura di nullità del verbale meccanizzato inviato al contribuente, per assenza di firma, sia perché l'articolo 3 del Dlgs 39/1993 prevede che la sottoscrizione autografa dell'atto possa essere sostituita dall'indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile della sua formazione, sia perché la giurisprudenza di legittimità, in passato, aveva chiarito che per i verbali in questione, la sottoscrizione autografa dell'agente non è condizione essenziale di validità giuridica essendo desumibile dai dati in esso esposti l'attribuibilità dell'atto a chi ha il potere ex lege di redigerlo.
Per le medesime ragioni risultava infondata anche la censura della nullità, e quindi della omessa motivazione al riguardo, dell'ordinanza ingiunzione opposta perché priva dì sottoscrizione autografa o digitale o elettronica qualificata.
La Cassazione evidenzia che «l'atto notificato nella forma meccanizzata costituisce il verbale originale"»; quindi, la lamentata mancata ricezione del verbale di accertamento dell' infrazione al codice della strada, ripetutamente lamentata dall'opponente, non ha ragion d'essere: proprio la comunicazione, tacciata di assoluta irritualità dalla difesa dell'appellante, rappresenta il verbale originale; l'appellante ha omesso di produrre il verbale in questione e, tuttavia, ne censura il contenuto, che sommariamente riferisce e, soprattutto, le modalità di notifica.
Per la Cassazione appare, perciò, riscontrata l'impossibilità espressa dal primo giudice di procedere alla verifica delle eccezioni di illegittimità del verbale, e quindi della successiva ordinanza ingiunzione, sollevate dal ricorrente. I giudici di legittimità ritengono che il verbale in esame conterrebbe tutti i dati richiesti dalla legge e, in particolare, l'indicazione di luogo, data e ora della condotta contraria al codice della strada, dei dati identificabili del veicolo controllato, degli apparecchi impiegati per il controllo della velocità a distanza e della norma violata.


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