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La Ztl non può ignorare le esigenze della farmacia (e dei suoi clienti)

di Pasquale Monea e Marco Mordenti

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Nell'attuare provvedimenti di regolazione del traffico, il Comune deve tener conto delle esigenze di una farmacia già esistente: sono quindi illegittimi i provvedimenti attuativi di una delibera della giunta con la quale è stato demandato al dirigente della Polizia municipale di emanare i provvedimenti necessari alla chiusura al traffico di una piazza e di una via nel centro storico in quanto non prendono in considerazione queste peculiari esigenze.
Lo spiega il Tar Molise con la sentenza 185/2016. I giudici ritengono che l'amministrazione debba tener conto non solo della particolare frequenza dell'approvvigionamento dei farmaci, ma anche delle esigenze della clientela della farmacia, soprattutto nei casi di trasporto di prodotti voluminosi e pesanti (ad esempio le bombole per l'ossigeno-terapia).
Un aspetto altrettanto interessante è legato alla competenza all'adozione dell'atto: il Tribunale amministrativo distingue quella del sindaco rispetto alla competenza residuale della giunta. La prima è limitata ai soli casi in cui l'oggetto delle misure di limitazione della circolazione nasca da determinate esigenze di prevenzione dell'inquinamento e di tutela di beni specifici, quali il patrimonio ambientale, quello naturale e/o quello artistico.
Diversamente, il potere di regolazione del traffico è affidato alla giunta del Comune, risolvendosi in un sostanziale potere generale di disciplina e di assetto del territorio, volto all'individuazione di aree soggette a prescrizioni inibitorie o limitative della circolazione veicolare in ragione del perseguimento delle esigenze di sicurezza della circolazione, oltre che di tutela della salute, dell'ordine pubblico, del patrimonio ambientale e culturale e del territorio.
La decisione del Tar si sofferma anche su un aspetto procedurale di particolare rilevanza: il coinvolgimento degli interessati e dei controinteressati secondo la disciplina generale in tema di partecipazione al procedimento amministrativo.
Secondo la decisione, il principio di partecipazione procedimentale previsto dall'articolo 7 della legge 241/1990 non trova applicazione nei confronti degli atti amministrativi generali, fra i quali vanno compresi anche quelli di pianificazione della viabilità cittadina e dell'istituzione di aree pedonali.


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