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Abusivismo edilizio: Anci alla Camera, su demolizioni necessari approccio «sociale» e criteri oggettivi

di Matteo Valerio

La proposta di legge che definisce i criteri di priorità per la demolizione degli immobili abusivi rappresenta un'opportunità per dare una prima risposta, di tipo emergenziale, al problema. Il tema, però, va affrontato in modo più organico. A partire dalla necessità di criteri oggettivi e dall'approccio che va orientato maggiormente ai problemi sociali, e non solo urbanistici, insiti nell'opera di demolizione degli immobili abusivi.
È questa in sintesi la posizione dell'Anci espressa ieri nel corso di un'audizione presso la Commissione Giustizia della Camera che sta esaminando il provvedimento.

L'Anci ha fatto notare come il problema dell'abusivismo coinvolga, solo in Campania, almeno 70mila edifici, equivalenti a un'intera città. Per questo motivo è innanzitutto necessario, precisa l'Associazione, che i provvedimenti normativi non parlino solo alle Procure, ma anche ai Comuni, che devono materialmente eseguire le demolizioni. L'aspetto amministrativo e quello penale, in altre parole, vanno coordinati in modo omogeneo a livello nazionale, altrimenti il rischio è quello di un'azione a doppia velocità che rischia di far impantanare la macchina della legalità.

L'Anci fa notare inoltre l'assenza di strumenti adeguati a fronte di un costo stimato per una concreta opera di avvio delle demolizioni che ammonta a circa 5 miliardi, anche alla luce del fatto che in un solo anno le Polizie municipali hanno registrato 12mila nuove situazioni di abuso.
Con l'auspicio che vengano accolte e ascoltate le riflessioni degli enti locali, l'Anci si è infine resa disponibile a mettere a disposizione la propria rete di tecnici ed esperti per valutare e definire le proposte migliorative per il provvedimento.


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