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Lombardia, illegittime le linee guida sulle discariche «sostenibili»

di Mauro Calabrese

La regolamentazione della progettazione e della gestione sostenibile delle discariche dei rifiuti, rientra certamente nella competenza esclusiva dello Stato in materia di ambiente, non sussistendo una generale potestà legislativa delle Regioni di stabilire livelli di tutela dell’ambiente più elevati di quelli fissati dalla normativa statale.

La sentenza
Il Tar Lombardia, Milano, Sezione III, con la sentenza 17 marzo 2016, n. 522, ha annullato le «Linee guida per la progettazione e gestione sostenibile delle discariche» adottate con la Delibera della Giunta regionale della Lombardia del 7 ottobre 2014 n. X/2461, accogliendo il ricorso proposto da una società del settore dei rifiuti, titolare di una istanza di autorizzazione integrata ambientale per la realizzazione di una nuova discarica per rifiuti speciali non pericolosi nel territorio di un Comune bresciano.
L’impugnazione delle Linee Guida regionali da parte della società ricorrente discende dalla nota con cui la Direzione Generale «ambiente, energia e sviluppo sostenibile – valutazione e autorizzazioni ambientali» della Regione Lombardia, le ha imposto la presentazione di ulteriori 46 integrazioni documentali, ai fini dell’istruttoria dell’istanza di compatibilità ambientale della discarica progettata, di cui almeno una relativa alla voce «caratteristiche costruttive» prevista dalle Linee Guida stesse.

Competenza statale
Nel ritenere fondati i motivi di ricorso, i giudici amministrativi ribadiscono che la disciplina dei rifiuti compresa, quindi, la regolamentazione dell’attività di progettazione e gestione delle discariche, rientra nella materia ambientale riservata alla potestà legislativa esclusiva dello Stato, di cui all’art. 117, comma 2, lettera s), della Costituzione, essendo esclusa qualsiasi potestà residuale in capo alle Regioni che sia finalizzata, in via immediata, alla tutela dell’ambiente.

Competenza regionale
Come più volte sancito dalla giurisprudenza costituzionale in materia, alle Regioni, nel pieno rispetto della normativa statale di protezione dell’ambiente, residua la potestà di stabilire «livelli di tutela più elevati», esclusivamente se finalizzati al «raggiungimento dei fini propri delle loro competenze», ad esempio in materia di tutela della salute, di governo del territorio, di valorizzazione dei beni ambientali. In sostanza, prosegue la sentenza, nell’esercizio delle proprie competenze, le Regioni possono imporre livelli di tutela più elevati che, di fatto, certamente incidono anche sul bene materiale ambiente, ma non al fine di una tutela diretta, già stabilita a livello statale, quanto piuttosto per «disciplinare adeguatamente gli oggetti delle loro competenze».

Motivazioni
Così argomentato, prosegue il collegio, va respinta la difesa addotta dalle amministrazioni convenute, volta a reperire un’attribuzione di competenza specifica in materia di regolamentazione delle discariche di rifiuti nel disposto dell’articolo 196, comma 1, lettera o), del Dlgs 152/2006, che assegna alle Regioni «la definizione dei criteri per l'individuazione dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento e la determinazione, nel rispetto delle norme tecniche di cui all'articolo 195, comma 2, lettera a), di disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare».
Come testualmente recita la disposizione che definisce l’ambito di applicazione delle stesse, le Linee Guida della Regione Lombardia, ad avviso dei giudici amministrativi, non si limitano a stabilire i criteri di localizzazione delle discariche e neppure a dettare disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare, quanto piuttosto «dettano i requisiti tecnici minimi, applicativi e interpretativi del Dlgs. 36/03, ai quali si devono adeguare in Lombardia la progettazione, l’autorizzazione, la realizzazione, la gestione operativa e post-operativa delle discariche» attive su tutto il territorio regionale, negando che possano essere interpretate alla luce del potere di stabilire livelli di tutela più elevati di quelli stabiliti dalla normativa statale, per finalità perseguite nell’esercizio di diversa potestà delle Regioni.

Conclusioni
In conclusione, stabilisce la sentenza del Tar lombardo, va dichiarata l’illegittimità delle Linee Guida approvate, in quanto non è dato desumere dal Codice dell’Ambiente una competenza regionale in tema di progettazione e gestione sostenibile delle discariche e non sussistendo «un generale potere regionale di stabilire livelli di tutela più elevati di quelli stabiliti dalla normativa statale, potendo tale potere esplicarsi solo in relazione ad ambiti che la normativa statale affida, anche in via di completamento della disciplina, alla competenza regionale».

 

 


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