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Verso Habitat III, la Dichiarazione di Praga promuove la visione europea sullo sviluppo urbano sostenibile

di Simone D'Antonio

Gli approcci più innovativi provenienti dai diversi Paesi europei in tema di crescita urbana e le strategie per realizzare uno sviluppo urbano sostenibile sul piano ambientale, economico e sociale, rappresentano i contenuti peculiari della posizione europea verso Habitat III, riassunti nella Dichiarazione di Praga approvata al termine del meeting regionale che ha riunito dal 16 al 18 marzo delegazioni ministeriali, stakeholder e società civile.

I lavori internazionali
Il documento si inserisce sulla scia dei contributi regionali offerti dai diversi incontri svolti ai quattro angoli del pianeta in preparazione della «Nuova Agenda Urbana» che, a partire dalla conferenza globale di Quito, prevista in ottobre, definirà le linee guida delle politiche urbane del futuro, promosse dall'Onu e dai suoi Paesi membri.
Il contributo che viene dall'Europa, nell'anno in cui si definiscono i contorni dell'Agenda Urbana Europea sotto la presidenza di turno olandese del Consiglio Ue, si distingue per l'accento posto sulle tematiche dell'innovazione e della qualità della vita, che rappresentano da sempre l'elemento distintivo del dibattito europeo sulle città soprattutto se confrontato alle problematiche che affliggono altre dimensioni urbane, come, ad esempio, il contrasto agli slum nelle megacittà o l'accento sulla prosperità urbana nelle aree in transizione.

Il documento europeo
Nel documento non mancano i riferimenti alle sfide più stringenti che le città europee si trovano ad affrontare negli ultimi anni, dalla sicurezza urbana all'inclusione delle minoranze fino alla realizzazione di housing di qualità, ma a dominare sono gli approcci di governance urbana emersi negli ultimi anni grazie anche al contributo di programmi come Urbact, Life o Horizon. L'accento sulla ricerca urbana per realizzare città smart capaci di puntare su tecnologie e open data per soluzioni innovative, la governance multilivello, oppure la necessità di promuovere la cooperazione decentrata per trovare soluzioni condivise a sfide comuni: tali punti non riassumono soltanto quanto realizzato negli ultimi anni a livello europeo ma costituiscono validi punti di riferimento per trovare nuovi approcci verso una governance condivisa e partecipata, capace di affrontare con decisione sfide comuni, dalla povertà urbana ai repentini cambiamenti demografici. Un'Agenda urbana fondata sulle persone, ovvero sui reali destinatari di politiche capaci di creare qualità della vita e benessere urbano nelle sue diverse dimensioni, è quanto la Dichiarazione di Praga rimarca ponendo un'attenzione forte non solo sui temi specifici (innovazione, resilienza e inclusione) ma anche sulle modalità attraverso cui realizzare una migliore governance urbana. Tra queste, decisivo un maggiore accesso dei Comuni a nuove tipologie di risorse finanziarie (ad esempio, facilitando l'accesso ai mercati dei capitali o attraendo in maniera più diretta investimenti esteri) ma anche la definizione di politiche urbane nazionali capaci di assicurare un supporto più ampio alla promozione della coesione territoriale. Realizzata con il coinvolgimento di rappresentanze ufficiali di tutti i Paesi europei (e non solo dei 28 Paesi membri dell'Unione europea), la Dichiarazione di Praga definisce i contorni dell'impegno europeo verso Quito, appuntamento al quale amministrazioni locali europee e società civile si preparano a partecipare non solo come parti delle singole delegazioni nazionali, ma anche per presentare e testare soluzioni innovative che possono costituire un modello di cooperazione e sviluppo per diverse aree del pianeta.


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