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No all'ordinanza di sgombero rifiuti senza contraddittorio

di Lorenzo Camarda

L'ordinanza del sindaco che intima lo sgombero dei rifiuti abbandonati e il ripristino dello stato dei luoghi può essrere emanata solo dopo l'istaurazione del contraddittorio con il proprietario del sito inquinato. È scritto nella sentenza del Tar Campania, Salerno, sez. I del 2 marzo 2016, n. 488.

Il caso
Il Sindaco di un Comune del salernitano ha ordinato ad una società a responsabilità limitata di rimuovere e smaltire i rifiuti abbandonati in un immobile di proprietà della stessa società e di provvedere al ripristino dello stato dei luoghi. La società ha impugnato l’ordinanza eccependo che la stessa è stata adottata in assenza del formale contraddittorio previsto dall’articolo 192, comma 3, del Dlgs 3 aprile 2006, n. 152, noto come Codice dell’ambiente e in violazione degli articoli 7, 8  (obbligo e modalità della comunicazione dell’avvio procedimento) e 21-octies (casi di non annullabilità del provvedimento) della legge 7 agosto 1990 n. 241.

In diritto
Al centro della questione si pone la necessità di assicurare il contradditorio tra la PA procedente e i soggetti interessati. Infatti l’articolo 7 della legge 241/1990 stabilisce che, ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento, l’avvio dello stesso deve essere comunicato ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre gli effetti diretti. Contraddittorio che si apre con la comunicazione dell’avvio del procedimento ai sensi dell’articolo 7 della legge 241 e consente all’interessato di conoscere l’oggetto di contestazione e i mezzi per controbattere in merito. A questo principio si conforma l’articolo 192, comma 3 del Codice dell’ambiente che recita: “Fatta salva l’applicazione delle sanzioni di cui agli articoli 255 e 256, chiunque viola i divieti di cui ai commi 1 e 2 è tenuto a procedere alla rimozione, all’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi, in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull’area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa in base agli accertamenti effettuati, in contraddittorio con i soggetti interessati, dai soggetti preposti al controllo (…)”. Norma sulla quale si è radicata una giurisprudenza amministrativa consolidata nel riconoscere la necessità del contraddittorio come elemento indispensabile per poter procedere in merito con un provvedimento finale in capo a un soggetto interessato.

La sentenza
Il Tar Campania, Salerno, accertato che l’ordinanza del Sindaco impugnata non è stata preceduta da alcun contradittorio con la società ricorrente il cui rappresentante legale è risultato essere all’oscuro della questione, richiamato sul punto il consolidato orientamento della giurisprudenza amministrativa (ex multis, Consiglio di Stato, sez. V, 25 agosto 2008, n. 4061)ha accolto il ricorso della Srl ricorrente e ha condannato il Comune anche alle spese di lite.


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