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Rifiuti, in arrivo 290 milioni di euro per la chiusura delle 155 discariche abusive

di Mauro Calabrese

L’Italia è ancora ben lontana dal rispettare gli obblighi imposti dalla condanna in sede europea per il mancato adeguamento della normativa sullo smaltimento dei rifiuti, restando sul territorio ben 155 delle iniziali circa 200 discariche abusive contestate dalla Commissione Europea, sulle quali, però, il Governo preannuncia l’esercizio di poteri sostitutivi per la definitiva chiusura, mettendo in campo risorse per 290 milioni di euro.

Question time
Rispondendo al «question time» del 2 marzo davanti alla Camera dei Deputati, il ministro dell’Ambiente ha fornito i dati aggiornati sullo stato delle discariche illegali, per le quali l’Italia è in procedura di infrazione e soggetta a pesanti penali pecuniarie, nonché sugli strumenti adottati per risolvere le emergenze legate al ciclo dei rifiuti, in particolare riguardo gli inceneritori.
Il question time ha riguardato, innanzitutto, i provvedimenti e le azioni realizzate da Stato ed Enti locali per ottemperare definitivamente al disposto della sentenza di condanna emessa dalla Corte di Giustizia europea, sezione III, del 26 aprile 2007 nella Causa C-135/05, per violazione della direttiva rifiuti 75/442/CE, per non aver assicurato il corretto recupero e smaltimento dei rifiuti, senza pericolo per la salute dell’uomo e senza pregiudizio all’ambiente, in particolare per i rifiuti pericolosi.

Procedura di infrazione
La Corte di Giustizia, sezione Grande, con la sentenza 2 dicembre 2014, nella Causa C-196/13, ha sanzionato l’Italia per non aver definitivamente ottemperato al dispositivo della precedente sentenza, condannandola al pagamento di una somma forfettaria di 40 milioni di euro, da versare entro il 1 febbraio 2015, oltre al pagamento di una penalità semestrale di  200.000 euro per ciascuna discarica abusiva contenente rifiuti non pericolosi e di 400.000 euro per ciascuna discarica di rifiuti pericolosi, pari a un ammontare inziale di 42,8 milioni di euro per ogni semestre di ritardo nell'attuazione delle misure necessarie a dare piena esecuzione alla sentenza del 2007.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato di aver provveduto a versare in data 24 febbraio 2015 la somma forfettaria di 40 milioni di euro, pagando l’11 marzo 2015 i relativi interessi di mora pari a 85.589.04 euro. Dalla penalità semestrale saranno detratti gli oneri previsti per ciascuna discarica contenente rifiuti pericolosi e per ogni discarica di rifiuti comuni che verrà chiusa nel frattempo, rispetto alle circa 200 contestate inizialmente.

Situazione del programma di chiusura
L’Italia ha chiuso definitivamente 14 discariche al giugno 2015, e ulteriori 29 discariche al febbraio 2016, oltre a correggere alcuni errori di censimento, arrivando, così,  all’attuale numero di 155 discariche in procedura di infrazione prese a riferimento per il computo della penalità semestrale. Di queste, per 151 sono stati stabiliti i termini temporali per l’avvio delle procedure di chiusura, inviando le formali lettere di diffida agli Enti locali competenti, al fine di attivare i poteri sostitutivi previsti dalla legge e rinviando ai previsti supplementi istruttori la decisione in merito alle restanti 4 discariche. Allo stato attuale, sulla base dei progetti pianificati da Comuni e Regioni competenti, si stima un fabbisogno finanziario complessivo per gli interventi tecnici di chiusura di tutte le 155 discariche pari a circa 290 milioni di Euro.

Le risorse stanziate
L’erogazione delle risorse stanziate dallo Stato è disciplinato dal Dm 303/2014 e dagli accordi di programma quadro sottoscritti con le Regioni, i quali richiedono la preventiva comunicazione, da parte degli Enti regionali, degli appositi quadri economici definitivi degli interventi programmati. Quindi laddove la prescritta documentazione non risulti pervenuta alla Direzione Generale del ministero dell’Ambiente, non è possibile trasferire le risorse stanziate. La Legge di Stabilità 2016 ha previsto un rifinanziamento pari a 10 milioni l’anno, dal 2016 al 2018, dell’apposito Fondo del ministero per il finanziamento del piano straordinario di bonifica delle discariche abusive soggette a procedura di infrazione comunitaria, ed è stato attivato un meccanismo diretto di compensazione, attraverso trasferimenti dallo Stato alle Regioni competenti per le singole discariche, senza la necessità di acquisire l’intesa delle amministrazioni locali e regionali coinvolte.

Piano nazionale degli inceneritori
Nel solco delle iniziative e degli strumenti messi in atto per la soluzione delle emergenze nazionali in tema di rifiuti, sono stati chiariti durante il question time i contorni della recente definizione del Piano nazionale degli inceneritori, ai sensi dell’articolo 35 del Decreto «Sblocca Italia», con il quale è stato puntualmente individuato il fabbisogno residuo di incenerimento, rispetto alla capacità residua attuale di ogni Regione, nel rispetto della normativa sui rifiuti e degli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio. Agli impianti programmati è stato attribuito il ruolo di «infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale», necessari a realizzare «un sistema integrato e moderno di gestione di rifiuti urbani e assimilati, garantendo la sicurezza nazionale nell’autosufficienza del ciclo di gestione integrato dei rifiuti, così come richiesto dall’articolo 16 della direttiva 2008/98/CE». Allo stato sono quindi escluse iniziative governative di modifica legislativa, pur tenendo presente il ricorso pendente di fronte alla Corte Costituzionale, sollevato da alcune Regioni contrarie all’assetto disegnato dal Piano nazionale e che vorrebbero attribuire allo stesso natura di «mera ricognizione» degli impianti necessari.

Eco-balle
E' stata affrontata anche la questione del trattamento delle cosiddette eco-balle, eredità della gestione dell’emergenza dei rifiuti in Campania per la quale sono state stanziate risorse a sostegno del nuovo Piano straordinario d’interventi (ai sensi del Dl 185/2015), prevedendo nella fase transitoria, nelle more dell’approvazione definitiva del Piano, l’attuazione di una prima fase d’urgenza, attraverso un Piano stralcio. Tale Piano stabilisce lo smaltimento di una quota non superiore al 30% delle eco-balle attraverso il trasferimento verso impianti nazionali ed esteri; è in corso di approvazione la graduatoria definitiva del bando di gara a evidenza pubblica lanciato dalla Regione.


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