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Inquinamento, il proprietario non responsabile deve solo adottare misure di prevenzione

di Massimiliano Atelli

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Con la sentenza n. 54 del 24 febbraio 2016, la I Sezione del Tar Friuli Venezia Giulia ha ribadito che è il responsabile dell'inquinamento il soggetto sul quale gravano, ai sensi dell'articolo 242 Dlgs n. 152/2006, gli obblighi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale a seguito della constatazione di uno stato di contaminazione; il proprietario non responsabile, invece, è gravato solo di una specifica obbligazione di "facere" che riguarda, però, soltanto l'adozione delle misure di prevenzione (Tar Milano, Lombardia, sez. IV, 13/01/2014, n. 108.).
Per completezza, la sentenza ha aggiunto che in tema di bonifica e ripristino ambientale di un terreno inquinato, nel caso di affitto del bene a terzi, anche il proprietario resta responsabile allorchè sia a conoscenza della pericolosità dell'attività svolta e dello stato d’inquinamento del sito, essendo ciò sufficiente a far sorgere un obbligo di attivarsi al fine di eliminare, nel più breve tempo possibile ed anche in assenza di intervento dell'autore dell'inquinamento, lo stato di contaminazione (Tar Venete, Venezia, Sezione III, 28/10/2014, n. 1346.).
E’ doveroso, quindi, è attuare tutte e sole le misure di prevenzione previste dall’articolo 242, poste a carico del proprietario, indipendentemente da una sua responsabilità.

Il caso
Nella specie, si controverteva in ordine alla portata degli obblighi gravanti sul proprietario non responsabile dell'inquinamento, ai sensi dell'articolo 242 del Testo unico ambientale.

Argomenti, spunti e considerazioni
La decisione del Tar Friuli Venezia Giulia persuade, ed è in linea con un indirizzo ormai strutturato.
Tanto nella parte in cui conferma che il proprietario non responsabile dell'inquinamento è gravato solo di una specifica obbligazione di "facere" che riguarda  soltanto l'adozione delle misure di prevenzione.
Quanto nella parte in cui puntualizza che, se il bene viene dato in affitto a terzi, anche il proprietario resta responsabile nel caso in cui sia a conoscenza della pericolosità dell'attività svolta e dello stato d’inquinamento del sito. Questa consapevolezza è infatti sufficiente a far sorgere l’obbligo di attivazione al fine di eliminare, rapidamente, lo stato di contaminazione, anche in assenza di intervento dell'autore dell'inquinamento.
Gli uffici competenti, di conseguenza, dovranno diversificare la pretesa nei confronti del proprietario del fondo, a seguito della constatazione di uno stato di contaminazione, a seconda della sua qualità di autore dell'inquinamento o meno. Da accertarsi, onde evitare indesiderabili esposizioni a responsabilità delle strutture pubbliche, previa adeguata istruttoria tecnica.


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