Territorio e sicurezza

Bonifica siti inquinati: responsabilità e obbligo ripristinatorio

a cura della Redazione PubblicaAmministrazione24

Siti inquinati – Obbligo ripristinatorio -  Trasmissibilità agli eredi – Sussiste – Responsabilità del proprietario e del locatario del terreno – Sussiste
L’obbligo ripristinatorio dello stato dei luoghi inquinati è trasmissibile agli eredi, avendo natura patrimoniale. Inoltre nel caso in cui il terreno sul quale sono stati depositati i rifiuti sia stato oggetto di un contratto di locazione, sussiste sia la responsabilità del proprietario del terreno sul quale siano depositati rifiuti (ai sensi dell’articolo 14, comma 3, del Dlgs n. 22 del 1997) sia la responsabilità di qualunque soggetto che si trovi con l'area interessata in un rapporto, anche di mero fatto, tale da consentirgli di esercitare una funzione di protezione e custodia finalizzata ad evitare che l'area medesima possa essere adibita a discarica abusiva di rifiuti nocivi. Pertanto, sia il proprietario locante, che colui che conduce in locazione possono risultare responsabili per l’inquinamento dei suoli.
Consiglio di Stato, Sezione V, sentenza 25 febbraio 2016, n. 765

Rifiuti - Ordinanza di rimozione - Articolo 192 Dlgs n. 152/2006 - Responsabilità oggettiva a carico del proprietario del fondo - Inconfigurabilità - Accertamento della responsabilità - Titolare di diritti reali o personali sull'area interessata dall'abbandono
Dal dato testuale dell'articolo 192 del Dlgs n. 152/2006 emerge che alla rimozione dei rifiuti è tenuto il responsabile dell'abbandono o del deposito dei rifiuti e, in via solidale, il proprietario o chi abbia a qualunque titolo la disponibilità ove ad esso sia imputabile l'abbandono dei rifiuti a titolo di dolo o colpa; non è invece configurabile una responsabilità oggettiva a carico del proprietario o di coloro che a qualunque titolo abbiano la disponibilità dell'area interessata dall'abbandono dei rifiuti. Ne consegue quale corollario l'irrilevanza ai fini degli obblighi di rimozione e smaltimento della titolarità del diritto reale sulle aree interessate dall'abbandono dei rifiuti, atteso che la disposizione normativa accomuna nello stesso trattamento sia il proprietario dell'area interessata dall'abbandono dei rifiuti che chi ne abbia la "disponibilità" a titolo di diritto reale o personale; la necessità dell'accertamento della responsabilità, in contraddittorio con i soggetti interessati, dai soggetti preposti al controllo (nella specie, l'ordinanza di rimozione era diretta all'ente gestore dell'acquedotto). (Amb. e Dir.)
Consiglio di Stato, Sezione V, Sentenza 22 febbraio 2016, n. 705

Siti inquinati – Bonifica – Potere di ordinanza – Legittimazione del sindaco non del dirigente
È illegittima l’ordinanza comunale emanata dal dirigente responsabile del settore vigilanza che ha imposto all’Anas di bonificare un sito inquinato entro trenta giorni dalla rimozione dei rifiuti, e di fornire le prove dello smaltimento. Questa ordinanza doveva essere emanata dal Sindaco. L’articolo 107, comma 5, del Testo unico degli Enti locali (Dlgs n. 267/2000) stabilisce, con norma generale, la competenza dei Dirigenti sugli atti di gestione del Comune; l’articolo 192, comma 3, del Dlgs n. 152/2006, è una disposizione speciale sopravvenuta rispetto all’articolo 107, ed attribuisce espressamente al Sindaco la competenza a disporre con ordinanza le operazioni necessarie alla rimozione ed allo smaltimento dei rifiuti; la disposizione speciale sopravvenuta prevale sulla disposizione generale dell’articolo 107, comma 5, del Testo unico. In conseguenza, la competenza spetta al Sindaco, e l’ordinanza del Dirigente deve essere annullata.
Consiglio di Stato, Sezione V, con la sentenza n. 57 dell’11 gennaio 2016

Tutela del territorio - Bonifica siti inquinati - Messa in sicurezza di emergenza - Articolo 240, comma 1, lett. m) del Dlgs 152/2006 - responsabilità per dolo o per colpa
La bonifica dei siti inquinati è unicamente a carico di coloro che hanno causato, per dolo o per colpa, l'inquinamento, e non può essere attribuita al proprietario incolpevole. La sentenza ha precisato che il principio: "chi inquina, paga" vale anche per le attività di "messa in sicurezza di emergenza", prevista dall'articolo 240, comma 1, lett. m) del Dlgs 152/2006. (Vittorio Italia).
Tar Toscana - Firenze, Sezione II, Sentenza 9 dicembre 2015, n. 1676

Inquinamento del suolo - Bonifica e messa in sicurezza - Ordinanza - Ricorso - Mancata notifica al proprietario - Inammissibilità – Esclusione
In tema di bonifica e mezza in sicurezza, la mancata notifica al proprietario dei siti inquinati del ricorso avverso l'ordinanza con cui è fatto obbligo di porre in essere le misure di messa in sicurezza di emergenza e bonifica, non è motivo di inammissibilità, atteso che egli non ha un interesse contrario che sia anche immediato e diretto, poiché, in caso di annullamento del provvedimento, potrebbe essere chiamato ad assolvere agli oneri di cui all'art. 253 del d.lgs. n. 152 del 2006, ma ciò soltanto a seguito di un procedimento eventuale, essendo in sola facoltà dell'Amministrazione gravare il proprietario dei detti oneri ai sensi dell'articolo citato e venendo attivato perciò un procedimento non di per sé necessitato dall'annullamento del provvedimento impugnato e comunque diverso da quest'ultimo (Cons. Stato, sent. n. 1109/2015). (Amb.dir.)
Tar Abruzzo - Pescara, Sezione I, Sentenza 4 dicembre 2015, n. 457


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