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Legittima l'ordinanza del sindaco che regola l'orario delle slot machine nei bar

di Lorenzo Camarda

Rientra nei poteri del Sindaco regolare l'orario di esercizio delle slot-machine collocate nei bar, conformemente agli indirizzi indicati dal Consiglio comunale.
A stabilirlo è la sentenza delTar Liguria sezione II del 18 febbraio 2016 n.176.

Il caso
Una società proprietaria di un considerevole numero di slot-machine collocate nei bar ha impugnato dinanzi al Tar Liguria la delibera del Consiglio comunale che aveva disciplinato gli orari per l'esercizio delle attività di gioco lecito e la conseguente ordinanza del Sindaco che aveva regolato gli orari di gioco limitandoli dalle ore 10,00 alle ore 23,00. L'ordinanza era stata adottata anche sulla base di un'apposita istruttoria del Dipartimento di salute mentale e delle dipendenze della Asl territorialmente competente che aveva evidenziato come il gioco di azzardo abbia ricadute patologiche anche sulla popolazione del Comune.

La competenza in materia di orari
L'articolo 50 comma 7 del Tuel dispone che il sindaco coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale e nell'ambito dei criteri eventualmente indicati dalla regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici. Dunque sono state rispettate le competenze dei due organi istituzionali del Comune: Consiglio comunale e Sindaco.

La qualifica di pubblico esercizio
Più problematica è la questione se l'attività dei giochi rientri nella nozione di pubblico esercizio, in quanto la materia non è elencata espressamente nell'articolo 50, comma 7, Tuel. Su questa presunta omissione la Società ricorrente ha sostenuto la falsa applicazione della legge e l'eccesso di potere.
A fornire la risposta concorre la giurisprudenza che a proposito di sale giochi così si esprime: "dall'ampiezza della nozione di pubblico esercizio, ex comma 7, articolo 50, deve ritenersi che vi rientrino anche le attività di intrattenimento all'interno delle sale giochi in quanto il connotato tipizzante di un pubblico esercizio è la fruibilità delle prestazioni da parte della collettività indifferenziata" (Tar Lombardia-Brescia, sezione II, 31 agosto 2012 n. 1484).
Il Consiglio di Stato sezione V nella sentenza del 20 ottobre 2015 n.4794 , inoltre, ha ribadito che le sale giochi e gli esercizi dotati di apparecchiature da gioco, in quanto locali ove si svolge l'attività attualmente consentita dalla legge, sono qualificabili come pubblici esercizi.

Le conclusioni
Le sale giochi pertanto non si configurano come esercizi commerciali e neppure come servizi pubblici, bensì come pubblici esercizi, rispetto ai quali il Sindaco può esercitare la potestà di regolamentazione degli orari di apertura e chiusura al pubblico.
Il Tar Liguria allineandosi alla sentenza del Consiglio di Stato respinge il ricorso. Nell'occasione evidenzia la legittimità dell'operato del Consiglio comunale che ha tracciato gli indirizzi in materia, la legittimità dell'ordinanza del Sindaco preceduta da un'apposita istruttoria della competente Asl che rileva lo stato di ludopatia in parte della popolazione del territorio della provincia e, quindi, del Comune capoluogo.


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