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Sicurezza, oggi manifestazione della Polizia locale a piazza Montecitorio

di Alessandro Vitiello

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

«Ora basta, tutti in piazza»: è lo slogan che stamattina gli operatori di Polizia locale di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl grideranno in piazza Montecitorio, a Roma, per catturare l'attenzione della politica e rivendicare l'importanza del proprio lavoro quotidiano «in favore dei cittadini e per la sicurezza del territorio, nei grandi e piccoli Comuni del Paese».

La rivendicazione
La richiesta al centro della manifestazione è la modifica del testo unico di pubblica sicurezza, che ormai ha 30 anni e che regola il lavoro degli oltre 60mila operatori di Polizia locale. «Modifica urgente – secondo le tre sigle – per le nuove necessità di sicurezza e di tutela del territorio e le molteplici attività che svolgiamo ogni giorno: da quella di polizia stradale, amministrativa e urbana ai controlli in materia di edilizia e ambiente, dal lavoro di polizia commerciale, antiabusivisimo e giudiziaria alle altre attività strategiche per il buon funzionamento della città».
«Non è possibile – dice al Quotidiano degli enti locali e della Pubblica amministrazione Giancarlo Cosentino, coordinatore nazionale Cisl Funzione pubblica – che gli operatori della Polizia locale siano trattati come qualsiasi altro impiegato pubblico senza tenere conto delle difficoltà e dei rischi che comporta il loro lavoro». In questi anni, del resto, i tre sindacati hanno sempre sostenuto l'iter parlamentare di numerose leggi di riordino del Tulps, che per «scarsa longevità dei Governi o altri interessi particolari – continua Cosentino - non sono mai andate in porto, anche a causa dell'incapacità di governare l'integrazione fra le diverse forze di polizia».

Disparità ingiustificate
Nel frattempo gli operatori di Polizia locale, aggiungono le sigle sindacali, «si sono visti ridurre, con una palese disparità di trattamento con gli altri corpi di polizia dello Stato, diritti quali la malattia, la causa di servizio e l'equo indennizzo (in particolare dalla legge 150/2009, la riforma Brunetta), senza alcuna considerazione per la specialità dell'attività svolta neppure in materia assicurativa e previdenziale. Il tutto oltre al blocco del rinnovo contrattuale nazionale e al limite finanziario nella contrattazione decentrata che ha impedito di ricercare quelle risposte di flessibilità e urgenza necessarie rispetto alle attività svolte dagli operatori di Polizia locale».
I sindacati, che hanno sollecitato anche l'intervento di Anci, Upi e Conferenza delle Regioni, annunciano che la mobilitazione proseguirà «fino a quando Governo e Parlamento non adotteranno le misure legislative, regolamentari e contrattuali necessarie». Un incontro, infine, è stato chiesto a tutti i capi gruppi di Camera e Senato.


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