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Rischio sismico, la Protezione civile ripartisce tra le Regioni 185 milioni di contributi

di Mauro Calabrese

Pubblicato il decreto della Presidenza del Consiglio, dipartimento della Protezione civile che assegna alle Regioni, in ragione del rischio dei beni esposti, stanziamenti per poco più di 185 milioni di euro destinati agli interventi per la riduzione del rischio sismico, attraverso studi di microzonazione sismica, interventi su opere pubbliche strategiche e rilevanti e opere di riduzione del rischio su edifici privati.

Il Dpcm
Il Dpcm 14 dicembre 2015 (Gu 11 febbraio 2016, n. 34) provvede alla puntuale ripartizione dei fondi disponibili tra le diverse Regioni, demandando alle autorità regionali l'individuazione delle somme da destinare agli interventi strutturali degli edifici privati e individuando le modalità di monitoraggio dell'impiego delle risorse stanziate attraverso la comunicazione, per via telematica, degli atti di zonizzazione, delle proposte di priorità dei Comuni per gli edifici pubblici strategici e per quelli privati, insieme alla trasmissione annuale di resoconti regionali delle attività. Le risorse disponibili vengono suddivise tra indagini di microzonazione sismica, per un ammontare complessivo di circa 15 milioni di euro, e i restanti circa 170 milioni per gli interventi strutturali su infrastrutture ed edifici pubblici o privati.

Criteri di assegnazione delle risorse
Il decreto attua la ripartizione delle risorse prevista nel bilancio di previsione per l’anno 2014 secondo i criteri stabiliti dalla ordinanza del Capo dipartimento della Protezione civile 26 ottobre 2015, n. 293 che regola le modalità di utilizzo dei contributi per gli interventi di prevenzione del rischio sismico previsti dall’articolo 11, del Dl 39/2009 per la ricostruzione seguente al terremoto in Abruzzo, relativamente ai fondi resi disponibili per l’annualità 2014.
L’Ordinanza individua, all’articolo 2, le tipologie di interventi di riduzione del rischio sismico finanziabili con le risorse dell’apposito Fondo nazionale, demandando l’individuazione delle procedure, della modulistica e gli strumenti informatici necessari alla gestione degli interventi previsti all’adozione di appositi decreti del Capo del dipartimento.
La ripartizione dei contributi, adottata col Dpcm 14 dicembre 2015, si basa sui criteri per la definizione dell’indice medio di rischio sismico di cui all’allegato II dell’ordinanza, tenendo conto degli specifici parametri di pericolosità delle diverse aree del Paese. In tal senso, la Regione Abruzzo beneficerà, per l’annualità 2014 di circa 13 milioni di euro, mentre Calabria, Campania e Sicilia sono le Regioni con il maggior stanziamento, con circa 25 milioni ognuna; di 11 milioni, invece, lo stanziamento a favore della Regione Emilia-Romagna.

Gli interventi ammissibili
Sono interventi di riduzione del rischio ammissibili, innanzitutto, le indagini di microzonazione sismica per la scelta dei luoghi idonei dove costruire e interventi sull'edilizia pubblica e privata; in secondo luogo, ai sensi della richiamata ordinanza, gli Enti locali possono individuare interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento sismico, o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione, degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali essenziali per le finalità di protezione civile; in ultimo, sono consentiti interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento sismico, o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione di edifici privati, nonché le opere urgenti e indifferibili per la mitigazione del rischio sismico, la cui individuazione è demandata al dipartimento della Protezione civile, su proposta del Presidente della Regione, sentiti i Comuni interessati.

Il Fondo nazionale
Le risorse, assegnate per interventi di mitigazione del rischio su tutto il territorio nazionale, provengono dal Fondo nazionale per la prevenzione del rischio sismico, istituito presso il ministero dell’Economia e delle Finanze dall’articolo 11 del Dl 39/2009, con uno stanziamento complessivo di circa un miliardo di euro a valere per le annualità 2010-2015.


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